Reggio-Ciano, mille firme contro i disservizi dei treni
di Ambra Prati
Canossa, ampia adesione dei cittadini alla petizione promossa da quattro sindaci Oggi a Reggio l’assessore regionale Donini parlerà degli investimenti ferroviari
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CANOSSA. Sono già più di un migliaio i cittadini che hanno sottoscritto la petizione popolare per la tratta ferroviaria Reggio-Ciano promossa da quattro sindaci della Val d’Enza, Paolo Colli (Montecchio), Andrea Carletti (Bibbiano), Luca Bolondi (Canossa) e Paolo Burani (Cavriago). Il sindaco di San Polo Mirca Carletti si è invece dissociata dalla petizione, in ragione «degli importanti investimenti che sono stati fatti sulla linea ferroviaria» e perché non ritiene questa forma di protesta consona a chi rappresenta le istituzioni. Oggi intanto l’assessore regionale Raffaele Donini, ospite in Provincia a Reggio, farà il punto sugli investimenti ferroviari in Emilia Romagna e nel nostro territorio.
Per quanto riguarda la petizione il maggior numero di aderenti si è registrato a Bibbiano, che con 600 firme si pone alla guida della protesta. In questo comune c’è il maggiore numero di fermate, tra cui quella molto importante di Bivio Barco, dove prendono il treno, ad esempio, i residenti a Montecchio (territorio, quest’ultimo, fanalino di coda con un centinaio le firme proprio perché non servito dalle rotaie). A Bibbiano il disagio per i continui disservizi è invece particolarmente sentito.
La petizione, secondo l’intenzione dei sindaci, potrebbe proseguire. anche in altre modalità rispetto a quella attuale, che prevede che i cittadini si rechino nei singoli municipi a firmare. Questo potrebbe avvenire soprattutto se oggi l’assessore Donini non fornirà risposte ritenute esaustive.
L’antefatto della petizione risale a giovedì 28 settembre scorso, quando, a causa dei certificati medici inviati in contemporanea da due macchinisti, erano stati cancellati due treni (sostituiti da bus), senza che i viaggiatori fossero informati. «Mandiamo i vertici Tper e Fer a casa», avevano tuonato i primi cittadini, che prima avevano firmato un documento e poi avevano lanciato la petizione «per chiedere una soluzione soddisfacente e definitiva ai disservizi».
Pochi giorni dopo, il 5 ottobre, il sindaco di San Polo Mirca Carletti, firmataria del primo documento, si era sfilata. Ora la Carletti rincara la dose, lanciando l’assist a Donini: «In val d'Enza noi sindaci ci siamo fatti interpreti delle esigenze delle nostre comunità e con il dialogo nelle sedi istituzionali abbiamo condiviso con Regione e Ministro delle Infrastrutture un piano di investimenti di oltre 10 milioni di euro. Quest’anno sulla Reggio-Ciano sono in corso lavori per 4,4 milioni di euro per adeguamento tecnologico e sicurezza e altri 5,8 milioni di euro sono già stanziati e previsti per il 2018. Dopodiché, che i disservizi esistano e siano storici lo sappiamo, ma a mio avviso solo investendo sulla tecnologia si rende la linea più sicura, si riducono guasti e tempi di percorrenza e si può arrivare ad orari più consoni alle esigenze degli studenti. Perché il problema storico, in ingresso, è che il treno arriva o 40 minuti prima dell’apertura delle scuole (e gli studenti devono aspettare fuori) o 10 minuti dopo l’inizio delle lezioni».
Carletti rivolge poi un appello «ai miei colleghi sindaci, invitandoli a continuare l’impegno sui tavoli istituzionali e ad abbandonare certe forme di protesta non consone a chi, come noi, è stato eletto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Per quanto riguarda la petizione il maggior numero di aderenti si è registrato a Bibbiano, che con 600 firme si pone alla guida della protesta. In questo comune c’è il maggiore numero di fermate, tra cui quella molto importante di Bivio Barco, dove prendono il treno, ad esempio, i residenti a Montecchio (territorio, quest’ultimo, fanalino di coda con un centinaio le firme proprio perché non servito dalle rotaie). A Bibbiano il disagio per i continui disservizi è invece particolarmente sentito.
La petizione, secondo l’intenzione dei sindaci, potrebbe proseguire. anche in altre modalità rispetto a quella attuale, che prevede che i cittadini si rechino nei singoli municipi a firmare. Questo potrebbe avvenire soprattutto se oggi l’assessore Donini non fornirà risposte ritenute esaustive.
L’antefatto della petizione risale a giovedì 28 settembre scorso, quando, a causa dei certificati medici inviati in contemporanea da due macchinisti, erano stati cancellati due treni (sostituiti da bus), senza che i viaggiatori fossero informati. «Mandiamo i vertici Tper e Fer a casa», avevano tuonato i primi cittadini, che prima avevano firmato un documento e poi avevano lanciato la petizione «per chiedere una soluzione soddisfacente e definitiva ai disservizi».
Pochi giorni dopo, il 5 ottobre, il sindaco di San Polo Mirca Carletti, firmataria del primo documento, si era sfilata. Ora la Carletti rincara la dose, lanciando l’assist a Donini: «In val d'Enza noi sindaci ci siamo fatti interpreti delle esigenze delle nostre comunità e con il dialogo nelle sedi istituzionali abbiamo condiviso con Regione e Ministro delle Infrastrutture un piano di investimenti di oltre 10 milioni di euro. Quest’anno sulla Reggio-Ciano sono in corso lavori per 4,4 milioni di euro per adeguamento tecnologico e sicurezza e altri 5,8 milioni di euro sono già stanziati e previsti per il 2018. Dopodiché, che i disservizi esistano e siano storici lo sappiamo, ma a mio avviso solo investendo sulla tecnologia si rende la linea più sicura, si riducono guasti e tempi di percorrenza e si può arrivare ad orari più consoni alle esigenze degli studenti. Perché il problema storico, in ingresso, è che il treno arriva o 40 minuti prima dell’apertura delle scuole (e gli studenti devono aspettare fuori) o 10 minuti dopo l’inizio delle lezioni».
Carletti rivolge poi un appello «ai miei colleghi sindaci, invitandoli a continuare l’impegno sui tavoli istituzionali e ad abbandonare certe forme di protesta non consone a chi, come noi, è stato eletto».
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