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Rissa a badilate tra vicini: quattro arresti

Rissa a badilate tra vicini: quattro arresti

Lite tra due famiglie per una segnalazione alla polizia municipale: padre e figlio medicati al pronto soccorso di Reggio

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CADELBOSCO SOPRA. Una lite tra vicini sfociata in una rissa a colpi di badile, spranga e bastone. Quattro persone sono finite in manette, due passando anche dall’ospedale, martedì sera in via Ponte Forca a Cadelbosco. Protagonisti di questa vicenda due nuclei familiari, che hanno rapporti decisamente poco cordiali da un po’ di tempo.

Ad affrontarsi, da una parte, Antonio Settembrino, operaio di 36 anni, e il suocero Michele Tata, 61, originari della provincia di Matera, e dall’altra Andrea Andolina, muratore di 53 anni, e il figlio Rosolino, di 33, originari della provincia di Palermo. Questi ultimi hanno rimediato la peggio e sono anche rimasti feriti.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Gattatico, la rissa è scoppiata dopo che la polizia municipale si è recata a casa dei lucani per verificare la presenza di rifiuti. L’operaio e il suocero hanno accusato i vicini siciliani di aver fatto la segnalazione e subito la discussione è degenerata. I quattro si sono affrontati a mani nude e poi con quello che hanno trovato nei paraggi. Quando i carabinieri di Gattatico sono intervenuti, intorno alle 18.30, hanno trovato padre e figlio in ambulanza mentre i lucani erano già rincasati.

I feriti sono stati medicati al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria di Reggio e dimessi con prognosi di 5 giorni il 53enne e 15 il figlio.

I carabinieri hanno potuto ricostruire con precisione la dinamica dell’episodio grazie al sistema di videosorveglianza installato nell’abitazione dei siciliani. Le immagini avrebbero consentito di attribuire responsabilità a tutti e quattro i partecipanti, che pertanto sono stati arrestati per rissa aggravata.

Ieri mattina i vicini di casa sono comparsi in aula, in un clima ancora molto teso, di fronte al giudice Andrea Rat. Padre e figlio, difesi dall’avvocato Costantino Diana, erano visibilmente malconci.

Il padre aveva un vistoso turbante in testa fatto con le garze, mentre il più giovane era in stampelle.

Il giudice a fine udienza ha rimesso in libertà padre e figlio, mentre per i due lucani ha disposto l’obbligo di firma.

I feriti hanno risposto alle domande del giudice e hanno sostenuto di essere stati aggrediti ed essersi soltanto difesi. Tra l’altro hanno negato di aver chiamato la polizia municipale per denunciare la presenza di rifiuti nel giardino dei vicini. L’avvocato Diana, ha fatto notare che l’aggressione è avvenuta nel giardino dei suoi assistiti e che sono stati i vicini a partire per primi.

Tra le due famiglie c’erano dei dissapori precedenti, tanto che risulta una querela per lesioni presentata da Rosolino Andolina nei confronti di Settembrino. Padre e figlio hanno comunque annunciato che, per evitare ulteriori guai, cambieranno casa.

Tata e Settembrino, difesi dall’avvocato Giancarlo Pasquale, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Il processo per questo episodio di violenza sarà celebrato a novembre, dove i partecipanti alla rissa potrebbero scegliere un rito alternativo.

Jacopo Della Porta

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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