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Brexit, Euro e Bce Ecco la ricetta di Lucrezia Reichlin

Brexit, Euro e Bce Ecco la ricetta di Lucrezia Reichlin

REGGIO EMILIA . Brexit, elezioni tedesche, voto in Austria, ambizione autonomista della Catalogna; diversi i segnali che mostrano un raffreddamento dell’idea di una Europa veramente unita. Cosa deve...

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REGGIO EMILIA . Brexit, elezioni tedesche, voto in Austria, ambizione autonomista della Catalogna; diversi i segnali che mostrano un raffreddamento dell’idea di una Europa veramente unita. Cosa deve aspettarsi in futuro chi opera in un’area proiettata alla internazionalizzazione come quella reggiana? Comprensibile la curiosità con cui una schiera di imprenditori – e rappresentanti delle istituzioni – ha accolto l’invito di Unindustria alla nuova puntata del ciclo di conferenze “Costruire una nuova realtà” che ha già portato nella nostra città personalità di rango come Mauro Ferrari, presidente della Houston Methodist Research, l’architetto e designer Mario Bellini e l’antropologo francese Marc Augè. Il tema del quarto incontro è stato affidato ad una esperta di metodi econometrici ed economia monetaria, la professoressa Lucrezia Reichlin, docente alla London Business School, e membro del Consiglio scientifico di istituzioni bancarie e centri di economia politica.

Aprendo l’incontro nell’auditorium del Credem (il condirettore Angelo Campani ha dato il benvenuto), il presidente Unindustria Mauro Severi ha ricordato come la nostra provincia sia al centro di un territorio fra i più industrializzati del Paese e fortemente interessato alla esportazione.

La Reichlin ha precisato innanzi tutto che, al di là delle decisioni di carattere politico, l’Unione Europea si regge sulla moneta. L’Euro è il collante più forte ma ora ha bisogno di una autoriforma. Ha quindi ripercorso le origini comunitaria sottolineando i ruoli preminenti svolti da Germania e Francia e i tavoli di discussione che non sempre hanno raggiunto un accordo collettivo.

È quindi passata ad analizzare i compiti e la forza della Banca Centrale che ha adottato alcune possenti riforme, della Commissione europea che risulta invece indebolita, delle azioni di periodo medio-lungo necessarie per irrobustire l’arco finanziario. «È un problema di giustizia – ha completato – che evidenzia anche la necessità di investire sul sistema educativo per dare supporto alle imprese ed evitare la fuga di tante giovani energie». Ha suggerito infine alcune correzioni ai trattati di Maastricht (di natura fiscale, di tutela degli Stati, di finanziamenti Bce) concludendo: «La crisi avviata nel 2008 ci ha fornito preziose indicazioni; ci ha detto che se si rompe l’integrazione finanziaria pagheremo tutti gravi conseguenze». (l.v.)



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