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Il cuore di Davide ha smesso di battere

di Giuseppe Boi
Il cuore di Davide ha smesso di battere

È morto a Parma il soccorritore alpino coinvolto domenica nell’incidente stradale mentre raggiungeva un’escursionista

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VENTASSO. Il cuore di Davide ha smesso di battere. Il soccorritore alpino di Cerreto Alpi, che proprio col cuore ha spesso superato gli ostacoli, si è arreso dopo le ferite riportate nell'incidente di domenica scorsa a Ligonchio. Uno schianto con l'auto del Saer, mentre era insieme ad altri tre colleghi della stazione Monte Cusna di Reggio Emilia, impegnati nel soccorso a una ragazza ferita a una caviglia sul sentiero 615 del Cai.

Davide Tronconi è morto alle 16.30 di ieri nel reparto di rianimazione dell’ospedale Maggiore di Parma. Aveva 39 anni. Lascia la sorella Marina, la mamma Lena e la compagna Milena Gazzotti, originaria di Villa Minozzo, anche lei molto conosciuta in montagna e a Reggio Emilia, dove gestisce un bar in via Che Guevara.

Sconvolti gli amici e i suoi colleghi del Saer che ha dato la notizia pochi minuti dopo che il cuore di Davide ha cessato di battere: «Davide ci ha lasciato. Alle 16,30 sono state staccate le macchine che lo tenevano in vita. Ora è il momento del silenzio e del dolore».

Davide non solo era molto noto e stimato per il suo impegno nel soccorso alpino, ma anche per essere una delle colonne della Cooperativa I Briganti di Cerreto. Tronconi in questi anni è diventato una vera e propria bandiera dell'Appennino reggiano. Quando era bambino si era trasferito con i suoi, originari di Cerreto Alpi, a Castellarano. Dalla pianura è ritornato in montagna , ormai uomo, nel 2003 e ha fondato con gli amici la cooperativa di cui era socio lavoratore, consigliere e responsabile escursioni e attività turistiche. La sua passione per la montagna lo ha portato a conseguire i titoli di guida ambientale escursionistica e istruttore di Nordic Walking. Quindi l’ingresso nel Saer nel 2010. Domenica scorsa l'incidente, il quarto di una drammatica giornata nella montagna Reggiana. Ora è il momento del lutto per la morte del 39enne.

In questi giorni tutta la comunità appenninica si è stretta alla famiglia e alla compagna. Veglie di preghiera sono state organizzate a Minozzo e a Castelnovo Monti. Intanto Davide combatteva nel reparto di rianimazione.

I funerali non sono ancora stati fissati. La salma è infatti a disposizione del magistrato, che dovrà decidere se effettuare o meno l’autopsia. Durante questi giorni nell’ospedale parmense sono stati effettuati gli esami necessari – qualora la famiglia acconsenta – all’espianto degli organi. Chissà che il grande cuore di Davide non possa continuare a battere e dare una nuova vita a un’altra persona.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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