Reggio Emilia, firme false: rinvio a giudizio per il capogruppo Pd
Capelli sotto accusa come autenticatore per la lista di Centro Democratico alle Regionali del 2014: "Ho agito onestamente"
REGGIO EMILIA. Andrea Capelli, capogruppo del Pd in Comune a Reggio Emilia, è stato rinviato a giudizio insieme ad altre due persone per una vicenda di firme raccolte in occasione delle elezioni regionali del 2014, ritenute false dalla procura.
Le firme contestate sono una ventina ed erano in calce alla lista circoscrizionale del «Centro democratico». In sostanza il consigliere comunale avrebbe autenticato anche firme non vere, tra cui quella di una persona deceduta. i difensori di Capelli hanno sostenuto la tesi dell'errore in buona fede: il dem si sarebbe fidato, autenticando firme già apposte in precedenza.
"Non intendo entrare ora nel merito della vicenda e dei fatti contestati: c’è un processo, sono sereno e attendo fiducioso che la giustizia faccia il suo corso e accerti l’assenza di mie responsabilità - commenta Capelli -
Ho agito con onestà, come ho sempre fatto negli ultimi 7 anni, da quando sono consigliere comunale partecipando con spirito di servizio a decine di raccolte firme in diverse occasioni come elezioni, richieste di referendum, proposte di legge di iniziativa popolare organizzate da diversi partiti, sindacati, associazioni, comitati e organizzazioni. Mi rammarico che il GIP abbia rigettato la nostra richiesta di rito abbreviato, con una motivazione a parere dei miei difensori giuridicamente non condivisibile, ma sono certo che al dibattimento dimostrerò la mia assoluta buona fede e dunque l’infondatezza dell’accusa".
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