Carpineti, mix micidiale di sostanze dietro la morte di Sara
È l’unica certezza in mano alla Procura dopo aver indagato tre uomini per la morte della barista di 29 anni Sara Teneggi
CARPINETI. È stato un mix di diverse sostanze a causare la precoce morte della barista di 29 anni Sara Teneggi, trovata senza vita domenica pomeriggio 8 ottobre nella sua stanza. Una tragedia sulla quale la Procura di Reggio Emilia ha aperto nelle scorse settimane un’inchiesta, che conta tre indagati e sta procedendo per tappe. Il reato contestato ai tre uomini è morte come conseguenza di altro reato.
Al centro c’è l’abuso di sostanze - tra queste anche droga - che per la Procura ha causato il decesso dalla ragazza, volto noto in montagna, il cui funerale è stato celebrato quattro giorni fa. Nulla è ancora fissato però nelle carte: è necessario attendere l’esito dell’autopsia già svolta da all’istituto di medicina legale di Pavia, che invierà il referto al sostituto procuratore Stefania Pigozzi entro 60 giorni.
I carabinieri della Compagnia di Castelnovo Monti avevano individuato i tre indagati a poche ore dalla morte della ragazza. La settimana scorsa era stato arrestato dai militari in trasferta a Reggio un albanese di 36 anni, residente in città, perché trovato in possesso di 25 grammi di cocaina. Lo straniero, che è finito dentro per spaccio di droga, è accusato anche di morte come conseguenza di altro delitto in relazione al caso di Sara Teneggi. Nello stesso fascicolo sono finiti anche un 35enne, residente in una frazione di Casina e un residente a Milano, di 43 anni. (e.l.t.)
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