Da Rubiera a Sant’Ilario nella morsa dello smog: «Chiudete la via Emilia»
Il sindaco Cavallaro al ministro Galletti: «Venga a trovarci una mattina». I dati dell’inquinamento da traffico sono identici sull’intera via Emilia
REGGIO EMILIA. Si allarga sino al ministro all’Ambiente la battaglia rubierese contro lo smog, mentre sul versante opposto, a Sant’Ilario, si attendono maggiori indicazioni dall’incontro con il prefetto in programma la settimana prossima. Rubiera da tempo sta lavorando ad un’ordinanza che le garantisca la facoltà di inibire il traffico ai mezzi inquinanti in caso di valori di smog troppo elevati.
Una possibilità che la legge regionale garantisce solo ai Comuni sopra ai 30mila abitanti, e su cui c’è stata un’apertura – ancora non formalizzata a livello legislativo – nel febbraio scorso. L’amministrazione rubierese ha accelerato i tempi coinvolgendo il prefetto e gli altri enti locali per poter avere uno strumento a disposizione nell’eventualità, già verificata, di soglie elevate di inquinamento.
Giovedì scorso a Bologna il ministro all’Ambiente Gian Luca Galletti ha espresso dubbi al riguardo, provocando la risposta da parte del sindaco di Rubiera Emanuele Cavallaro. Il primo cittadino ha inviato una lettera al ministro dove lo invita a visitare il paese «magari una mattina tra le 8 e le 9, in orario di colonna».
E a consultare una cartina, per osservare la posizione di Rubiera, proprio al centro della strada fra Reggio e Modena: «Si registra addirittura una sostanziale continuità di insediamenti, lungo l’asse». Il risultato è che «l’aria che si respira a Rubiera è dunque identica rispetto a quella che si respira nelle città vicine: se l’intuito non bastasse, voglio precisare che anni di rilevazioni condotte da Arpae anche ultimamente e su nostra richiesta, affermano che i dati di inquinamento da traffico veicolare registrati a Rubiera sono sostanzialmente identici a quelli della centralina di viale Timavo in centro città a Reggio Emilia».
Anche i numeri lo chiariscono: «Funzioniamo né più e né meno come se fossimo la periferia di due città: ogni giorno transitano 20mila veicoli, 1.500 furgoni e 3.000 camion, attraverso il nostro centro abitato. Quella di Rubiera non è “una misura buttata lì”. È da un anno che ci lavoriamo. I dati accumulati e i pareri raccolti fanno sì che sia quantomeno responsabile, per un sindaco che ha la tutela della salute pubblica tra i suoi doveri, attivarsi, in un contesto come il nostro», sottolinea Cavallaro.
Che precisa: «Credo che il ministro competente dovrebbe anzi trovare una parola di elogio per chi sceglie di dare il proprio contributo a migliorare la qualità dell’aria della Pianura Padana, anche a partire dal piccolo». La replica è l’occasione per tornare a un punto sentitissimo, la nuova tangenziale di Rubiera prevista all’interno delle opere della bretella Campogalliano-Sassuolo, una variante alla via Emilia che dirotterebbe fuori dal centro il traffico pesante: «Recentemente il suo collega Graziano Delrio ha assicurato la partenza dei cantieri nel primo semestre del 2018. Chiedo anche a lei impegno nel garantire il rispetto di questa scadenza, a tutela della salute dei miei cittadini».
Alle novità sul traffico si guarda con attenzione anche sul versante opposto, a Sant’Ilario, gemello rubierese fra Reggio e Parma. Il sindaco Marcello Moretti è stato inserito nel gruppo di lavoro sul tema coordinato dalla Provincia e ora si attendono novità dall’incontro che il prefetto reggiano intende convocare per l’inizio della settimana.
Una riunione figlia delle attività rubieresi, che hanno spinto il prefetto a convocare tutti gli enti reggiani coinvolti dalla “questione smog e traffico” lungo quella perenne colonna regionale che in certe ore del giorno diventa la via Emilia, intasata a Piacenza come a Rimini. E a Reggio.
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