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Le Cicogne agli studenti «Studiate e fate i medici qui»

CASTELNOVO MONTI. «Siamo all’atto finale?». Nonostante manifesti una voglia di non arrendersi, la nota del comitato Salviamo le cicogne prende atto della volontà ribadita dall’Assessore Venturi di...

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CASTELNOVO MONTI. «Siamo all’atto finale?». Nonostante manifesti una voglia di non arrendersi, la nota del comitato Salviamo le cicogne prende atto della volontà ribadita dall’Assessore Venturi di chiudere i punti nascita dell’Appennino: «Il futuro delle gestanti della montagna dunque sembra fatto di ostetriche a casa, di accompagnamento nel crescere il proprio bimbo nei primi anni di vita, di percorso prima del parto fatto di monitoraggio di tutte le gravide, e il dopo gravidanza. Ma non il parto. Quello per il bene e la sicurezza di mamma e bambino non può essere che spostato a decine di chilometri».

«Non sono valse a nulla le nostre rimostranze, i nostri documenti, le raccolte firme, le riunioni, le parole scritte in difesa del diritto di continuare a nascere e non solo morire in Appennino – proseguono –. Tutte sacrificate in nome dei numeri: numeri di dottori che mancano, numeri di bambini che mancano. Ai ragazzi, presenti anche ieri sera, diciamo studiate, studiate anche medicina e tornate a esercitare sui monti la professione. Innamoratevi, fate figli e rimanete a vivere qui. Abbiamo avuto con Venturi e i medici finalmente un confronto, un contraddittorio tardivo, fuori tempo massimo, che lascia l'amaro in bocca».

Sulla serata interviene con una nota anche il coordinatore del PD Guido Tirelli: «Credo vada evidenziato il ruolo attivo che la comunità ha svolto proponendo una riorganizzazione ospedaliera. Ho ribadito che la commissione ministeriale avrebbe potuto accordare una sospensiva. Ora si informi la comunità sul Percorso nascita che è stato organizzato con garanzia di supporto alla gravidanza, ambulatori ostetrici sul territorio, ostetriche in stretto contatto con le puerpere, giorni della nascita con garanzia di attenzione alla sfera materna anche nelle grandi strutture, supporto ai familiari in attesa con ospitalità, assistenza e vicinanza a puerpere e neonati nei tempi successivi con visite domiciliari. Sul versante dei reparti ospedalieri auspico che l’impegno del Comitato Insieme per il Sant’Anna prosegua e dia sostegno ai sindaci dell’Unione nel confronto con la Regione sull’ospedale».

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