Gazzetta di Reggio

Reggio

A SESSO 

«Mio figlio è rimasto intossicato»

Il racconto di una madre: «I vicini incendiavano residui all’aperto»

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REGGIO EMILIA. «Mio figlio di 15 anni è rimasto intossicato dal fuoco acceso dai vicini agricoltori, che anziché smaltire i residui nel modo corretto li incendiano impropriamente all’aperto, affumicando i residenti». È quanto sostiene una madre 45enne residente a Sesso, nell’area dietro Mancasale. La residente racconta: «Mercoledì scorso, verso le 17, mio figlio era in bici nel cortile quando si è accorto che i vicini avevano acceso un falò all’aperto, su un terreno di sua proprietà: lo alimentavano con i forconi, non so quale materiale fosse ma l’odore era acre e pungente, come la plastica, tanto che mi sono barricata in casa». Il figlio è invece rimasto esposto ai fumi per più tempo, fotografando la densa nube bianca. La sera, verso le 19, il ragazzo ha accusato mal di testa e nausea, mentre la mamma si attaccava al telefono e veniva rimbalzata «da forestale, municipale, vigili del fuoco». La madre ha dato al figlio un analgesico. «Ma alle 5 – racconta – stava ancora male. Poiché anche noi avevamo la nausea, siamo andati al pronto soccorso», prosegue la mamma, che mostra il referto medico e gli esami del sangue del figlio, ritenuti nella norma. «Dall’ospedale l’odissea, per capire quale fosse l’ente preposto, è proseguita all’Arpae e all’Igiene Pubblica. All’Arpae un addetto ci ha spiegato che un’azienda agricola per legge deve smaltire i residui in discarica e ci ha indicato come sporgere segnalazione sull’accaduto». La madre conclude: «Tornati a casa, il fuoco era ancora acceso: e stavolta la municipale è arrivata. Voglio solo tutelare la salute di mio figlio e degli altri cittadini. Già l’aria è irrespirabile: le aziende devono attenersi alle regole». (am.p.)

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