RIO SALICETO
Pianta di marijuana spunta dal terrazzo: barista assolto
RIO SALICETO. Stava coltivando una pianta di marijuana in casa, o meglio, nel terrazzo. Un piccolo arbusto arrivato con il tempo a settanta centimetri di altezza e che ha fatto così capolino sulla...
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RIO SALICETO. Stava coltivando una pianta di marijuana in casa, o meglio, nel terrazzo. Un piccolo arbusto arrivato con il tempo a settanta centimetri di altezza e che ha fatto così capolino sulla strada sotto la quale passava però un carabiniere, che è salito nell’abitazione e ha direttamente arrestato il proprietario della pianta.
Una vicenda terminata con un finale diverso dal solito. Secondo prassi e giurisprudenza, l’imputato avrebbe dovuto rispondere con una condanna per coltivazione di sostanza stupefacente. Una coltivazione domestica messa sotto la lente dal giudice Alessandra Cardarelli, che ha chiesto anche la verifica del telefoni cellulare dell’imputato, un barista di 30 anni di Rio Saliceto, difeso dall’avvocato Gianluca Vinci, Comune nel quale abita e dove è stata sequestrata la pianta. L’accertamento ha permesso di escludere che il barista fosse persona dedita allo spaccio. La pianta, quindi, una volta maturata, sarebbe servita, al massimo, per l’autoconsumo della sostanza stupefacente. Nessun accertamento è stato disposto sul principio attivo della pianta di marijuana, perché al giudice è bastato quanto raccolto per emettere una sentenza di assoluzione piena per il barista per tenuità del fatto. La Procura aveva chiesto 18 mesi e 3mila euro, ridotti a 12 mesi e 2mila euro di multa nel rito abbreviato. Le motivazioni saranno disponibili in 30 giorni. In pratica il possesso della pianta – pur trattandosi di canapa, da cui si può ricavare marijuana – non sarebbe stato considerato sufficiente per poter condannare l’imputato nemmeno sotto il profilo della coltivazione domestica. (e.l.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Una vicenda terminata con un finale diverso dal solito. Secondo prassi e giurisprudenza, l’imputato avrebbe dovuto rispondere con una condanna per coltivazione di sostanza stupefacente. Una coltivazione domestica messa sotto la lente dal giudice Alessandra Cardarelli, che ha chiesto anche la verifica del telefoni cellulare dell’imputato, un barista di 30 anni di Rio Saliceto, difeso dall’avvocato Gianluca Vinci, Comune nel quale abita e dove è stata sequestrata la pianta. L’accertamento ha permesso di escludere che il barista fosse persona dedita allo spaccio. La pianta, quindi, una volta maturata, sarebbe servita, al massimo, per l’autoconsumo della sostanza stupefacente. Nessun accertamento è stato disposto sul principio attivo della pianta di marijuana, perché al giudice è bastato quanto raccolto per emettere una sentenza di assoluzione piena per il barista per tenuità del fatto. La Procura aveva chiesto 18 mesi e 3mila euro, ridotti a 12 mesi e 2mila euro di multa nel rito abbreviato. Le motivazioni saranno disponibili in 30 giorni. In pratica il possesso della pianta – pur trattandosi di canapa, da cui si può ricavare marijuana – non sarebbe stato considerato sufficiente per poter condannare l’imputato nemmeno sotto il profilo della coltivazione domestica. (e.l.t.)
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