Continua a perseguitare la moglie cacciato dal Comune dove vive lei
San Polo: divieto di dimora a un uomo di 40 anni che ha violato il divieto di avvicinarsi alla donna A fine agosto il marito aveva buttato fuori di casa la coniuge, ferendola, e il figlio piccolo
2 MINUTI DI LETTURA
SAN POLO. Non solo non può avvicinarsi alla moglie, come era già stato disposto, ma ora non può più nemmeno mettere piede nello stesso comune dove vive la donna perché in più occasioni è stato pizzicato mentre le girava intorno. Questo il provvedimento emesso a carico di un operaio di 40 anni che, accecato dalla gelosia e ossessionato dall’idea che la moglie lo tradisca, ha perseguitato la malcapitata, mettendo in atto gravi e reiterate condotte vessatorie.
La vittima di questa condotta è un’operaia di 33 anni, che per mesi ha subito offese, pesanti minacce e per ultimo violenze anche davanti al figlio piccolo.
Alla fine di agosto i carabinieri di San Polo avevano arrestato il marito, un operaio 40enne, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Dopo la convalida dell’arresto l’uomo era stato scarcerato con il divieto di avvicinamento alla moglie, che peraltro si era trasferita in un altro comune nel tentativo di dare un taglio con il passato.
Né il provvedimento cautelare del giudice, né l’accorgimento della moglie di trasferirsi, sono bastati.
I carabinieri hanno infatti accertato che l’uomo si è recato più volte nel comune dove la donna vive ed è riuscito anche ad avvicinarla.
Di fronte a questa escalation la procura reggiana, informata dai carabinieri, per evitare che la situazione degenerasse ulteriormente, ha chiesto e ottenuto che il gip inasprisse i provvedimenti nei confronti del 40enne.
L’ennesimo caso di violenza in famiglia è venuto alla luce alla fine di agosto, quando la donna, sbattuta con il figlio fuori casa, aveva chiamato i carabinieri sampolesi e aveva poi raccontato quanto subiva da anni ad opera del coniuge.
Nel corso dell’intervento i carabinieri avevano accertato che la 33enne, apparsa impaurita, evidenziava evidenti ematomi al braccio sinistro, causati dal marito.
Entrati in casa i carabinieri accertarono la presenza dell’uomo, per nulla ravveduto per la condotta violenta tenuta poco prima e giustificata con il fatto che lei lo avrebbe tradito. Nonostante la presenza dei militari l’uomo aveva continuato ad offendere e minacciare di morte la moglie.
La giovane, condotta in ospedale, era stata poi dimessa con una prognosi di sette giorni.
Dopo la convalida, l’operaio era stato scarcerato e sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento, con l’obbligo di stare ad una distanza di almeno 200 metri dalla donna. Una misura cautelare personale ampiamente disattesa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La vittima di questa condotta è un’operaia di 33 anni, che per mesi ha subito offese, pesanti minacce e per ultimo violenze anche davanti al figlio piccolo.
Alla fine di agosto i carabinieri di San Polo avevano arrestato il marito, un operaio 40enne, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Dopo la convalida dell’arresto l’uomo era stato scarcerato con il divieto di avvicinamento alla moglie, che peraltro si era trasferita in un altro comune nel tentativo di dare un taglio con il passato.
Né il provvedimento cautelare del giudice, né l’accorgimento della moglie di trasferirsi, sono bastati.
I carabinieri hanno infatti accertato che l’uomo si è recato più volte nel comune dove la donna vive ed è riuscito anche ad avvicinarla.
Di fronte a questa escalation la procura reggiana, informata dai carabinieri, per evitare che la situazione degenerasse ulteriormente, ha chiesto e ottenuto che il gip inasprisse i provvedimenti nei confronti del 40enne.
L’ennesimo caso di violenza in famiglia è venuto alla luce alla fine di agosto, quando la donna, sbattuta con il figlio fuori casa, aveva chiamato i carabinieri sampolesi e aveva poi raccontato quanto subiva da anni ad opera del coniuge.
Nel corso dell’intervento i carabinieri avevano accertato che la 33enne, apparsa impaurita, evidenziava evidenti ematomi al braccio sinistro, causati dal marito.
Entrati in casa i carabinieri accertarono la presenza dell’uomo, per nulla ravveduto per la condotta violenta tenuta poco prima e giustificata con il fatto che lei lo avrebbe tradito. Nonostante la presenza dei militari l’uomo aveva continuato ad offendere e minacciare di morte la moglie.
La giovane, condotta in ospedale, era stata poi dimessa con una prognosi di sette giorni.
Dopo la convalida, l’operaio era stato scarcerato e sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento, con l’obbligo di stare ad una distanza di almeno 200 metri dalla donna. Una misura cautelare personale ampiamente disattesa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
