Elezioni di primavera a sorpresa il Pd candida sindaco Palù
di Ambra Prati
San Polo: professionista senza tessera, guiderà una civica Il padre Artemio fu primo cittadino del paese negli anni ’70
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SAN POLO. Elezioni amministrative di primavera 2018: a San Polo il Pd sta scaldando i motori e in quattro e quattr’otto ha già tirato fuori dal cilindro il candidato sindaco. «L’assemblea degli iscritti del circolo Pd, nella serata di lunedì scorso, e il congresso locale del Pd, venerdì scorso, hanno approvato all’unanimità, rinunciando alla modalità delle primarie, la proposta di candidare al ruolo di sindaco del Comune di San Polo Franco Palù, 49 anni, libero professionista, laureato in ingegneria, titolare dell'omonimo studio tecnico», scrive il partito, che in una settimana è confluito sul nome.
L’anno prossimo San Polo sarà l’unico Comune in Val d’Enza ad andare alle urne (il ministero deve definire la data, sia delle amministrative sia delle politiche) perché “sfalsato” di un anno rispetto alla maggioranza dei Comuni reggiani, che voteranno nel 2019. Questo perché prima del sindaco Mirca Carletti, eletta nel 2008 e al secondo mandato, il precedente primo cittadino Milena Mancini era stato sfiduciato e costretto a dimettersi, con tanto di interregno del commissario.
Il nome di Palù – sampolese doc, da sempre di area Pd, ma non tesserato – è arrivato a sorpresa. Si è scelto un esterno al consiglio comunale (per questo è tramontata l’idea del vicesindaco Edmondo Grasselli) per guidare un lista civica.
Un Palù sindaco, nella storia sampolese, compare negli anni ’70. «Artemio Palù era mio padre – afferma il candidato –. Ricordo poco, ero un bambino; ricoprì un mandato e mezzo perché poi subentrarono seri problemi di salute. Di certo, a quei tempi la vita era più facile, per tutti e in particolar modo per gli amministratori».
Palù si dichiara «molto felice che il Pd mi abbia accettato coralmente e felice di guidare una lista civica». Una formula ormai usuale; anche Carletti si presentò con una lista civica totalizzando il 63% dei voti con San Polo Democratica. «Subito quando me l’hanno proposto sono rimasto perplesso, poi ho pensato che possa essere una sfida e un modo per restituire alla comunità quello che mi ha dato».
«Franco da sempre professa la sua convinzione progressista e democratica pur non essendo iscritto a partiti o movimenti politici – si legge in una nota del Pd –. Nelle prossime settimane il Pd, oltre alla presentazione ufficiale del candidato, aprirà consultazioni con tutte le forze sociali che vorranno condividere il programma per i prossimi anni».
Sulla squadra (i giochi si chiuderanno entro dicembre), l’interessato annuncia: «Mi piacerebbe fosse formata anche da volti nuovi e rappresentanti della società civile, sempre di area progressista perché non riesco a confrontarmi con persone che hanno una visione diversa. Sul programma invece è presto. «Avremo modo di definire le priorità nella lunga campagna elettorale – afferma Palù –. Intendo confrontarmi con i cittadini e incontrare la gente: anche a San Polo avverto uno scollamento, tra popolazione e politica, che va colmato». Ora che il Pd ha scoperto le carte, è probabile che anche le opposizioni – San Polo Bene Comune e M5S – daranno il via alle grandi manovre.
©RIPRODUZIONE RISERVATAL’aspir
L’anno prossimo San Polo sarà l’unico Comune in Val d’Enza ad andare alle urne (il ministero deve definire la data, sia delle amministrative sia delle politiche) perché “sfalsato” di un anno rispetto alla maggioranza dei Comuni reggiani, che voteranno nel 2019. Questo perché prima del sindaco Mirca Carletti, eletta nel 2008 e al secondo mandato, il precedente primo cittadino Milena Mancini era stato sfiduciato e costretto a dimettersi, con tanto di interregno del commissario.
Il nome di Palù – sampolese doc, da sempre di area Pd, ma non tesserato – è arrivato a sorpresa. Si è scelto un esterno al consiglio comunale (per questo è tramontata l’idea del vicesindaco Edmondo Grasselli) per guidare un lista civica.
Un Palù sindaco, nella storia sampolese, compare negli anni ’70. «Artemio Palù era mio padre – afferma il candidato –. Ricordo poco, ero un bambino; ricoprì un mandato e mezzo perché poi subentrarono seri problemi di salute. Di certo, a quei tempi la vita era più facile, per tutti e in particolar modo per gli amministratori».
Palù si dichiara «molto felice che il Pd mi abbia accettato coralmente e felice di guidare una lista civica». Una formula ormai usuale; anche Carletti si presentò con una lista civica totalizzando il 63% dei voti con San Polo Democratica. «Subito quando me l’hanno proposto sono rimasto perplesso, poi ho pensato che possa essere una sfida e un modo per restituire alla comunità quello che mi ha dato».
«Franco da sempre professa la sua convinzione progressista e democratica pur non essendo iscritto a partiti o movimenti politici – si legge in una nota del Pd –. Nelle prossime settimane il Pd, oltre alla presentazione ufficiale del candidato, aprirà consultazioni con tutte le forze sociali che vorranno condividere il programma per i prossimi anni».
Sulla squadra (i giochi si chiuderanno entro dicembre), l’interessato annuncia: «Mi piacerebbe fosse formata anche da volti nuovi e rappresentanti della società civile, sempre di area progressista perché non riesco a confrontarmi con persone che hanno una visione diversa. Sul programma invece è presto. «Avremo modo di definire le priorità nella lunga campagna elettorale – afferma Palù –. Intendo confrontarmi con i cittadini e incontrare la gente: anche a San Polo avverto uno scollamento, tra popolazione e politica, che va colmato». Ora che il Pd ha scoperto le carte, è probabile che anche le opposizioni – San Polo Bene Comune e M5S – daranno il via alle grandi manovre.
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