Gazzetta di Reggio

Reggio

Il Comune deve pagare 14 milioni alla Bnl

Il Comune deve pagare 14 milioni alla Bnl

Il tribunale ha condannato l’ente locale, che ha già raggiunto un accordo con altre due banche per fare fronte ai debiti

2 MINUTI DI LETTURA





CORREGGIO. Il Comune di Correggio ha perso anche la terza e ultima causa, e dovrà pagare 14 milioni di euro alla Bnl per la vicenda del crac En.Cor.

L’ente locale, che ha già fatto fronte a due precedenti sentenze per una somma analoga (circa 10 e 4 milioni) da versare ad altre banche, ora dovrà valutare come gestire questa ultima grana e come trovare le risorse.

Ieri il giudice Camilla Sommariva del tribunale di Reggio ha condannato il Comune a risarcire la Bnl per la lettera di “patronage” a garanzia della municipalizzata En.Cor, poi fallita. La sentenza, notificata ieri sera all’ente locale, prevede che siano versati 13.393.809 euro, per responsabilità contrattuale e per gli interessi legali maturati da gennaio 2014, e altri 742.267 euro per responsabilità extracontrattuali.

Il Comune molto probabilmente farà ricorso. Oggi è atteso un commento da parte della giunta correggese.

In precedenza l’ente locale, dopo aver perso gli appelli, si è accordato con il Banco Popolare e la Banca San Felice per fare fronte a un debito di 14 milioni di euro: le transazioni consentono un minore esborso pari a circa il 30%.

La copertura fino ad ora è stata trovata con risorse di parte corrente, di parte capitale, alienazioni di immobili e finanziarie. Ora, a fronte a questo nuovo maxi-esborso, dovranno essere definite nuove strategie, sempre naturalmente che l’eventuale appello non abbia esito positivo.

La vicenda En.Cor iniziò nel 2007 quando l’amministrazione decise di fondare una società a responsabilità limitata, partecipata al 100% dal Comune. Per garantire liquidità all’azienda, l’amministrazione precedente si rivolse alle banche e ottenne prestiti, a garanzia dei quali firmò delle lettere di patronage. Ma non ci furono profitti. Nel 2014 fu dichiarato il fallimento di En.Cor. Pochi mesi prima, la società era stata venduta alla svizzera Amtrade.

Le lettere di patronage firmate dalla giunta precedente sono tre: una alla San Felice 1893 Banca Popolare e le altre due al Banco Popolare e alla Bnl. Inevitabilmente l’ente locale è stato chiamato a pagare per l’impegno che si era assunto.

Dopo che la Corte dei Conti aveva approvato le variazioni al bilancio del Comune per far fronte ai debiti di En.Cor, dopo una prima bocciatura, la sindaca Ilenia Malavasi aveva detto: «Il nostro obiettivo è salvaguardare Correggio e i correggesi, garantendo i servizi, senza aumentare la tassazione, senza “svendere” il nostro patrimonio e tutelando i posti di lavoro dei nostri dipendenti. Abbiamo agito per il bene della città, con la massima responsabilità e mettendoci sempre la faccia. Questa è stata la nostra scelta: non aumentare le tasse, utilizzare con la massima oculatezza le risorse pubbliche e alienare il patrimonio che sarà necessario per ripianare il debito». (j.d.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google