«Accordo per sterilizzare la colonia felina»
Sant’Ilario, l’associazione “I gatti della fontana”: «Per anni non è stato fatto, ora il Comune interviene»
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SANT’ILARIO. «Il Comune di Sant’Ilario ha stipulato la convenzione con i volontari per le colonie feline. Un’addetta del Comune ci ha informato dell’accordo con “La Quiete” di Castelnovo Sotto per iniziare le sterilizzazioni». L’annuncio è dell’associazione “I gatti della fontana”, che il 29 agosto scorso aveva sollevato il caso del gattino trovato vicino al distributore di acqua pubblica di via Piave svenuto: il cucciolo era morto pochi giorni dopo, nello studio veterinario dove era stato portato.
L’episodio era stato riportato sulla pagina Facebook “Sei di Sant’Ilario se”, dove si era parlato di sevizie effettuate da ragazzini. L’accaduto era stato lo spunto, da parte di Federico Leone dell’associazione di volontari “I gatti della fontana”, per lanciare l’allarme: «Il gattile è fuori controllo. Da tre anni gli animali non vengono censiti e sterilizzati».
Il sindaco Marcello Moretti aveva replicato: «Il gattino trovato vicino al gattile di via Piave non è morto per sevizie. Non c’è stata alcuna tortura, né baby gang». Ora l’associazione “Gatti della Fontana” sottolinea: «È forse una coincidenza che solo dopo l’eco mediatica il Comune si sia impegnato a rispettare gli accordi presi con la collettività? Nel referto del veterinario che la segretaria del vicesindaco Sonia Robuschi ci ha letto, non si afferma che il gattino non sia morto per le sevizie, così come non c’è scritto neanche il contrario: si tratta solo di una relazione tecnica di come si è cercato di curare l’animale. L’istituto zooprofilattico di Reggio Emilia, contrariamente a quanto dichiarato dal sindaco Moretti, ad oggi non ha ancora diramato alcun risultato. Il corpo del gattino è nella cella frigo, in attesa di autopsia. Dalla discussione è emerso che due ragazzi hanno trovato il cucciolo con il bastoncino non infilato in gola, ma sulla gola, come se fosse stato soffocato». L’associazione smentisce anche «quanto dichiarato sulla regolarità delle colonie: non è assolutamente vero che le gatte sono sterilizzate, basta andare a fare una passeggiata per notare una cospicua presenza di gattini, così come non è vero che la colonia di via Piave è censita, perché la lista degli esemplari non viene aggiornata da almeno tre anni. Una ulteriore bugia è che la fotografia del gattino sia falsa: la foto è stata scattata da una volontaria che era andata a sincerarsi delle condizioni del gattino, trovandolo oramai in coma». Versione confermata anche da un’altra volontaria, Paola Catellani, 68 anni, che da un ventennio accudisce i gatti del casolare abbandonato di fronte al centro culturale Mavarta. «Al di là dell’episodio del gattino, le sterilizzazioni sulla colonia felina non si eseguono almeno dal 2013».
L’episodio era stato riportato sulla pagina Facebook “Sei di Sant’Ilario se”, dove si era parlato di sevizie effettuate da ragazzini. L’accaduto era stato lo spunto, da parte di Federico Leone dell’associazione di volontari “I gatti della fontana”, per lanciare l’allarme: «Il gattile è fuori controllo. Da tre anni gli animali non vengono censiti e sterilizzati».
Il sindaco Marcello Moretti aveva replicato: «Il gattino trovato vicino al gattile di via Piave non è morto per sevizie. Non c’è stata alcuna tortura, né baby gang». Ora l’associazione “Gatti della Fontana” sottolinea: «È forse una coincidenza che solo dopo l’eco mediatica il Comune si sia impegnato a rispettare gli accordi presi con la collettività? Nel referto del veterinario che la segretaria del vicesindaco Sonia Robuschi ci ha letto, non si afferma che il gattino non sia morto per le sevizie, così come non c’è scritto neanche il contrario: si tratta solo di una relazione tecnica di come si è cercato di curare l’animale. L’istituto zooprofilattico di Reggio Emilia, contrariamente a quanto dichiarato dal sindaco Moretti, ad oggi non ha ancora diramato alcun risultato. Il corpo del gattino è nella cella frigo, in attesa di autopsia. Dalla discussione è emerso che due ragazzi hanno trovato il cucciolo con il bastoncino non infilato in gola, ma sulla gola, come se fosse stato soffocato». L’associazione smentisce anche «quanto dichiarato sulla regolarità delle colonie: non è assolutamente vero che le gatte sono sterilizzate, basta andare a fare una passeggiata per notare una cospicua presenza di gattini, così come non è vero che la colonia di via Piave è censita, perché la lista degli esemplari non viene aggiornata da almeno tre anni. Una ulteriore bugia è che la fotografia del gattino sia falsa: la foto è stata scattata da una volontaria che era andata a sincerarsi delle condizioni del gattino, trovandolo oramai in coma». Versione confermata anche da un’altra volontaria, Paola Catellani, 68 anni, che da un ventennio accudisce i gatti del casolare abbandonato di fronte al centro culturale Mavarta. «Al di là dell’episodio del gattino, le sterilizzazioni sulla colonia felina non si eseguono almeno dal 2013».
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