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In aula per botte alla moglie, che lo perdona

In aula per botte alla moglie, che lo perdona

Boretto: la coniuge mandata in ospedale, aveva il divieto di avvicinarsi. Sono tornati insieme

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BORETTO . È tornata a vivere con il marito che dopo un banale rimprovero l’aveva picchiata e mandata all’ospedale. Il processo, per lesioni gravi, prosegue, perché si tratta di un reato per il quale si procede d’ufficio e la querela non può essere ritirata. La donna non si è costituita parte civile.

Ieri mattina si è svolta in tribunale un’udienza a carico di un pakistano di 43 anni, che lo scorso dicembre aveva picchiato la moglie di 37, costringendola a scappare in strada con una neonata al seguito. Per quella aggressione la donna aveva subito delle fratture e una prognosi di ben 40 giorni.

L’avvocato difensore, Chiara Carletti, ieri ha avanzato delle eccezioni di nullità perché il suo assistito, come la moglie del resto, non capisce l’italiano. Il fatto che l’asiatico non sappia una parola, ha detto il legale, è notorio e risulta anche ai carabinieri che erano intervenuti. Il giudice ha pertanto rinviato l’udienza a novembre, quando si esprimerà sulla richiesta dell’avvocato, che ha chiesto di considerare nulli tutti gli arresti successivi all’avviso di conclusione delle indagini.

L’imputato dopo l’aggressione aveva avuto il divieto di avvicinarsi alla moglie e ai figli. Il pestaggio era avvenuta perché la donna aveva accusato il marito di essere poco presente in casa e di essersi dimenticato di comprare il latte e altri generi alimentari. In risposta, il marito l’aveva picchiata dandole calci, pugni e scarpate. A questa scena di violenza avevano assistito anche i figli della coppia.

L’uomo era stato arrestato e poi rimesso in libertà con alcune prescrizioni. Ieri mattina in udienza si è saputo che i coniugi sono tornati a vivere insieme.

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