Inizio lezioni posticipato Petizione su Change.org
di Luciano Salsi
L’obiettivo è raccogliere diecimila firme digitali entro la fine del mese La Cgil: «Assurdo che sia l’assessorato regionale al Turismo a decidere la data»
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REGGIO EMILIA. Sta montando la protesta dei genitori e degli insegnanti contro l’intenzione dell’amministrazione regionale di posticipare l’inizio delle lezioni scolastiche al terzo lunedì di settembre, portandolo al 17 settembre l’anno prossimo e al giorno 21 nel 2020. La Regione mirerebbe, in questo modo, a prolungare la stagione balneare, che procura tanti introiti all’economia della Romagna. Invece molte famiglie, soprattutto quelle che hanno figli piccoli, non vedono l’ora che le scuole riaprano. Una petizione è stata lanciata on line sul sito Change.org con l’obiettivo di raccogliere diecimila firme entro la fine di questo mese. Vi si chiede al governo dell’Emilia-Romagna «che l’inizio delle lezioni sia anticipato il più possibile, per consentire alle attività didattiche tempi distesi e più lunghe interruzioni durante l’anno, nonché per garantire i duecento giorni di lezione previsti per legge, che possono essere ridotti da eventi come elezioni, ordinanze dei sindaci e calamità naturali».
Sia il sindacato di categoria della Cgil, Federazione dei lavoratori della conoscenza, sia la Camera del lavoro reggiana appoggiano l’iniziativa, denunciando la subordinazione del calendario scolastico a interessi imprenditoriali. «La novità - scrive la Cgil – è che questa idea sia partita non dall’assessorato alla Scuola, bensì da quello al Turismo, sulla base di considerazioni che nulla hanno a che fare con le esigenze didattiche, ma che rispondono ai desiderata degli albergatori e dei gestori di strutture balneari, che potrebbero così allungare la stagione turistica».
Le pressioni degli albergatori romagnoli per ritardare la riapertura delle scuole non sono una novità. Si manifestano da molti anni, ma finora l’assessore alla Scuola, il ferrarese Patrizio Bianchi, aveva fatto prevalere l’interesse dell’istruzione. Ora, invece, sembra prevalere il parere del cervese Andrea Corsini, assessore al Turismo e al Commercio.
L’attività didattica, che quest’anno è cominciata il 15 settembre, dovrebbe essere posticipata gradualmente, ma la Cgil teme che nel 2018 si fissi l’inizio al 17 settembre, dal momento che quel giorno sarà un lunedì e avrebbe poco senso riaprire le scuole sabato 15. e nel 2020 si arrivi a cominciare lunedì 21 settembre.
«Riteniamo – polemizza il sindacato – che questa scelta non risponda ai bisogni degli alunni e degli insegnanti. Non si risponde così alle esigenze delle famiglie, che devono attrezzarsi per fare fronte al prolungamento delle vacanze, penalizzando in particolare le donne, già ora più gravate dal lavoro di cura. Si deve contrastare l’idea, diffusa anche fra i nostri politici, che una settimana di scuola valga meno di una settimana turistica».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Sia il sindacato di categoria della Cgil, Federazione dei lavoratori della conoscenza, sia la Camera del lavoro reggiana appoggiano l’iniziativa, denunciando la subordinazione del calendario scolastico a interessi imprenditoriali. «La novità - scrive la Cgil – è che questa idea sia partita non dall’assessorato alla Scuola, bensì da quello al Turismo, sulla base di considerazioni che nulla hanno a che fare con le esigenze didattiche, ma che rispondono ai desiderata degli albergatori e dei gestori di strutture balneari, che potrebbero così allungare la stagione turistica».
Le pressioni degli albergatori romagnoli per ritardare la riapertura delle scuole non sono una novità. Si manifestano da molti anni, ma finora l’assessore alla Scuola, il ferrarese Patrizio Bianchi, aveva fatto prevalere l’interesse dell’istruzione. Ora, invece, sembra prevalere il parere del cervese Andrea Corsini, assessore al Turismo e al Commercio.
L’attività didattica, che quest’anno è cominciata il 15 settembre, dovrebbe essere posticipata gradualmente, ma la Cgil teme che nel 2018 si fissi l’inizio al 17 settembre, dal momento che quel giorno sarà un lunedì e avrebbe poco senso riaprire le scuole sabato 15. e nel 2020 si arrivi a cominciare lunedì 21 settembre.
«Riteniamo – polemizza il sindacato – che questa scelta non risponda ai bisogni degli alunni e degli insegnanti. Non si risponde così alle esigenze delle famiglie, che devono attrezzarsi per fare fronte al prolungamento delle vacanze, penalizzando in particolare le donne, già ora più gravate dal lavoro di cura. Si deve contrastare l’idea, diffusa anche fra i nostri politici, che una settimana di scuola valga meno di una settimana turistica».
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