L’eremo della Pietra rinasce con lavori per 600mila euro
Castelnovo Monti, il Parco presenta il progetto di recupero Via al primo stralcio grazie ai fondi della Regione e del Gal
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CASTELNOVO MONTI. Cercherà di recuperare in veste “moderna” uno degli aspetti più antichi della frequentazione umana alla Pietra di Bismantova, ovvero quella spirituale e di luogo di culto, il nuovo progetto che il Parco nazionale ha presentato lunedì sera per il recupero dell’eremo, di cui ha ricevuto il trasferimento di proprietà a fine estate dalla Diocesi di Reggio.
Dopo la riapertura del santuario, ora dunque si prospetta un recupero dell’eremo, ovvero l’edificio “civile” attiguo alla chiesa, dove per tanti anni hanno vissuto i monaci benedettini, ma da ormai molto tempo in abbandono. L’incontro per illustrare il progetto, lunedì sera, ha visto la partecipazione del presidente del Parco Fausto Giovanelli, del vice sindaco e assessore alla cultura di Castelnovo Emanuele Ferrari, e di un buon numero di cittadini, che hanno riempito la sala del consiglio comunale.
Un team di tecnici, guidati dall’architetto Cristina Costa, ha elaborato il progetto di recupero che segue il dettagliato protocollo di intenti che ne prevede l’utilizzo a fini espositivi, di servizio per la migliore conoscenza dell’ambiente della Pietra di Bismantova e la promozione della stessa anche per quanto attiene alla spiritualità.
Alla serata hanno preso parte anche tanti soci delle associazioni e istituzioni interessate alla operazione (tra queste, il Cai, le Guide della Pietra di Bismantova, la Parrocchia di Castelnovo con don Evangelista Margini, Luciano Correggi per il Gal Appennino e diverse altre).
In rappresentanza della Regione, che ha finanziato i 493 mila euro per il primo stralcio di lavori, era presente l’assessore all’Ambiente Paola Gazzolo. Il Gal contribuirà poi con ulteriori 100.000 euro.
Diversi partecipanti hanno espresso la convinzione che sia necessario affrontare fin da ora il tema della gestione continuativa e corretta che permetterà l’uso dell’Eremo dopo la ristrutturazione. Il primo stralcio di lavori interesserà gli spazi vuoti sottostanti al piazzale di ingresso della chiesa per circa 400 metri quadri per ricavarvi spazi espositivi e di uso collettivo.
Giovanelli ha spiegato come «la proprietà fosse la conditio sine qua non per poter accedere ai finanziamenti del Psr attraverso la Regione, che ha tanto apprezzato il progetto da classificarlo al secondo posto sui 72 presentati. Ora occorrerà elaborare e presentare rapidamente il progetto esecutivo per passare dalle parole ai fatti. È invece già in fase di realizzazione il recupero dell’area cosiddetta “Orti dei frati” che si stende ai piedi della Pietra nel versante di Casale nella zona dei grossi massi di cui uno noto ai rocciatori con il nome di “Moby Dick”. Fruendo di un contributo di 120.000 attivato dal Comune attraverso la Regione, il geometra Favali e il dottore forestale Barbantini stanno realizzando un progetto che renderà l’area fruibile e gradevole per un’utenza diversificata, a partire dai bambini, in questo luogo dove si coltivavano un tempo piccoli appezzamenti per le esigenze alimentari. Se il meteo sarà favorevole si prevede la fine lavori per inizio estate 2018».
L’assessore Gazzolo ha confermato ancora il suo interesse per la Pietra di Bismantova per la quale occorreranno comunque altre risorse come ha ribadito lo stesso Giovanelli. La presentazione avvenuta lunedì si inserisce in una serie di eventi che riflettono sul rapporto tra spiritualità e creato, dopo l’inaugurazione della mostra, ancora visitabile, al nuovo Oratorio e Centro interparrocchiale don Bosco sulla enciclica Laudato Sì, a cui seguiranno un concerto, nella stessa sede, con la Missa Gaia proposta dall’Istituto diocesano di musica liturgica il 4 novembre alle ore 21, e un convegno che si terrà al Seminario di Marola. (l.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Dopo la riapertura del santuario, ora dunque si prospetta un recupero dell’eremo, ovvero l’edificio “civile” attiguo alla chiesa, dove per tanti anni hanno vissuto i monaci benedettini, ma da ormai molto tempo in abbandono. L’incontro per illustrare il progetto, lunedì sera, ha visto la partecipazione del presidente del Parco Fausto Giovanelli, del vice sindaco e assessore alla cultura di Castelnovo Emanuele Ferrari, e di un buon numero di cittadini, che hanno riempito la sala del consiglio comunale.
Un team di tecnici, guidati dall’architetto Cristina Costa, ha elaborato il progetto di recupero che segue il dettagliato protocollo di intenti che ne prevede l’utilizzo a fini espositivi, di servizio per la migliore conoscenza dell’ambiente della Pietra di Bismantova e la promozione della stessa anche per quanto attiene alla spiritualità.
Alla serata hanno preso parte anche tanti soci delle associazioni e istituzioni interessate alla operazione (tra queste, il Cai, le Guide della Pietra di Bismantova, la Parrocchia di Castelnovo con don Evangelista Margini, Luciano Correggi per il Gal Appennino e diverse altre).
In rappresentanza della Regione, che ha finanziato i 493 mila euro per il primo stralcio di lavori, era presente l’assessore all’Ambiente Paola Gazzolo. Il Gal contribuirà poi con ulteriori 100.000 euro.
Diversi partecipanti hanno espresso la convinzione che sia necessario affrontare fin da ora il tema della gestione continuativa e corretta che permetterà l’uso dell’Eremo dopo la ristrutturazione. Il primo stralcio di lavori interesserà gli spazi vuoti sottostanti al piazzale di ingresso della chiesa per circa 400 metri quadri per ricavarvi spazi espositivi e di uso collettivo.
Giovanelli ha spiegato come «la proprietà fosse la conditio sine qua non per poter accedere ai finanziamenti del Psr attraverso la Regione, che ha tanto apprezzato il progetto da classificarlo al secondo posto sui 72 presentati. Ora occorrerà elaborare e presentare rapidamente il progetto esecutivo per passare dalle parole ai fatti. È invece già in fase di realizzazione il recupero dell’area cosiddetta “Orti dei frati” che si stende ai piedi della Pietra nel versante di Casale nella zona dei grossi massi di cui uno noto ai rocciatori con il nome di “Moby Dick”. Fruendo di un contributo di 120.000 attivato dal Comune attraverso la Regione, il geometra Favali e il dottore forestale Barbantini stanno realizzando un progetto che renderà l’area fruibile e gradevole per un’utenza diversificata, a partire dai bambini, in questo luogo dove si coltivavano un tempo piccoli appezzamenti per le esigenze alimentari. Se il meteo sarà favorevole si prevede la fine lavori per inizio estate 2018».
L’assessore Gazzolo ha confermato ancora il suo interesse per la Pietra di Bismantova per la quale occorreranno comunque altre risorse come ha ribadito lo stesso Giovanelli. La presentazione avvenuta lunedì si inserisce in una serie di eventi che riflettono sul rapporto tra spiritualità e creato, dopo l’inaugurazione della mostra, ancora visitabile, al nuovo Oratorio e Centro interparrocchiale don Bosco sulla enciclica Laudato Sì, a cui seguiranno un concerto, nella stessa sede, con la Missa Gaia proposta dall’Istituto diocesano di musica liturgica il 4 novembre alle ore 21, e un convegno che si terrà al Seminario di Marola. (l.t.)
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