«Misure dolorose ma non potevamo restare a guardare»
Il sindaco spiega le ragioni del passaggio all’allerta due Domani un incontro con Arpae per valutare la situazione
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REGGIO EMILIA. A Reggio è entrata in vigore una misura di limitazione al traffico molto restrittiva, mentre altrove in Regione non è stata adottata.
Così, per capire le ragioni di questa decisione, lo abbiamo chiesto direttamente al sindaco Luca Vecchi.
Sindaco, come mai avete adottato questo provvedimento?
«Abbiamo scelto di bloccare gli euro 0 e 1 a benzina e gli euro 0,1,2,3, e 4 a gasolio limitando fortissimamente anche le deroghe. Mi rendo conto che sia un provvedimento duro e per certi versi doloroso, ma bisogna anche ricordare che la motivazione è quella della tutela della salute delle persone. I dati sullo smog continuano ad essere alti. Non era pensabile non fare nulla, dopo aver verificato che domenica il vento e la pochissima pioggia caduta non avevano fatto migliorare la situazione».
Ritiene che questo blocco sortirà l’effetto sperato?
«Faremo un punto della situazione assieme ad Arpae domani. È evidente che l’inquinamento a Reggio è generato da una serie di caratteristiche antropiche e geografiche uniformi in tutta la pianura Padana. Una città da sola non può spostare di molto i dati, ma per noi è un atto di responsabilità. Restare indifferenti era sbagliato. E la ratio di questa decisione è molto chiara: si vanno a fermare le auto più vecchie e inquinanti, che contribuiscono maggiormente alla formazione dello smog».
Ma cosa accadrà se i dati continueranno ad essere alti? Prevedete un blocco totale?
«Lunedì siamo scesi ampiamente sotto al limite, ma il piano regionale prevede che per tre giorni si debba comunque mettere in campo ogni azione utile per ridurre l’inquinamento. Domani si farà il punto ed in quel momento si deciderà se mantenere le misure emergenziali e di quale livello».
Ci saranno degli incentivi per i cittadini se le limitazioni al traffico risultassero di lunga durata?
«Il Comune non ha, ad oggi, questo genere di risorse. Queste politiche devono essere sostenute e finanziate a livello nazionale e regionale. Quello che un Comune deve fare è investire sull’incremento delle piante, sulla qualificazione dei veicoli utilizzati per servizi di interesse pubblico, sulla sicurezza per pedoni e ciclisti e su iniziative che – a partire dalle scuole – sensibilizzino i cittadini nel muoversi con mezzi alternativi».
Il livello del trasporto pubblico a Reggio è tale da costituire un’alternativa praticabile per chi vuole lasciare a casa l’auto? Quali novità sono state introdotte in questi anni?
«Dal 2014 ad oggi gli utenti del trasporto pubblico sono cresciuti di oltre il 20% (1milione e mezzo di passeggeri in tre anni) e questo grazie sia agli interventi fatti sulle nuove fermate e sulle preferenziali che agli investimenti che abbiamo chiesto e ottenuto da parte di Seta, che ha rinnovato il 30% della propria flotta. Abbiamo ampliato l’offerta di taxi della città con 15 nuove licenze ed abbiamo promosso un abbonamento a 25 euro annui per gli under 14. Inoltre abbiamo potenziato con risorse del Comune la linea E del minibù, quella che consente di lasciare l’auto fuori dalla città per raggiungere il centro. L’investimento sull’efficientamento energetico degli edifici e sulla piantumazione di nuovi alberi (4.500 a ora) proseguirà anche nei prossimi anni».
Così, per capire le ragioni di questa decisione, lo abbiamo chiesto direttamente al sindaco Luca Vecchi.
Sindaco, come mai avete adottato questo provvedimento?
«Abbiamo scelto di bloccare gli euro 0 e 1 a benzina e gli euro 0,1,2,3, e 4 a gasolio limitando fortissimamente anche le deroghe. Mi rendo conto che sia un provvedimento duro e per certi versi doloroso, ma bisogna anche ricordare che la motivazione è quella della tutela della salute delle persone. I dati sullo smog continuano ad essere alti. Non era pensabile non fare nulla, dopo aver verificato che domenica il vento e la pochissima pioggia caduta non avevano fatto migliorare la situazione».
Ritiene che questo blocco sortirà l’effetto sperato?
«Faremo un punto della situazione assieme ad Arpae domani. È evidente che l’inquinamento a Reggio è generato da una serie di caratteristiche antropiche e geografiche uniformi in tutta la pianura Padana. Una città da sola non può spostare di molto i dati, ma per noi è un atto di responsabilità. Restare indifferenti era sbagliato. E la ratio di questa decisione è molto chiara: si vanno a fermare le auto più vecchie e inquinanti, che contribuiscono maggiormente alla formazione dello smog».
Ma cosa accadrà se i dati continueranno ad essere alti? Prevedete un blocco totale?
«Lunedì siamo scesi ampiamente sotto al limite, ma il piano regionale prevede che per tre giorni si debba comunque mettere in campo ogni azione utile per ridurre l’inquinamento. Domani si farà il punto ed in quel momento si deciderà se mantenere le misure emergenziali e di quale livello».
Ci saranno degli incentivi per i cittadini se le limitazioni al traffico risultassero di lunga durata?
«Il Comune non ha, ad oggi, questo genere di risorse. Queste politiche devono essere sostenute e finanziate a livello nazionale e regionale. Quello che un Comune deve fare è investire sull’incremento delle piante, sulla qualificazione dei veicoli utilizzati per servizi di interesse pubblico, sulla sicurezza per pedoni e ciclisti e su iniziative che – a partire dalle scuole – sensibilizzino i cittadini nel muoversi con mezzi alternativi».
Il livello del trasporto pubblico a Reggio è tale da costituire un’alternativa praticabile per chi vuole lasciare a casa l’auto? Quali novità sono state introdotte in questi anni?
«Dal 2014 ad oggi gli utenti del trasporto pubblico sono cresciuti di oltre il 20% (1milione e mezzo di passeggeri in tre anni) e questo grazie sia agli interventi fatti sulle nuove fermate e sulle preferenziali che agli investimenti che abbiamo chiesto e ottenuto da parte di Seta, che ha rinnovato il 30% della propria flotta. Abbiamo ampliato l’offerta di taxi della città con 15 nuove licenze ed abbiamo promosso un abbonamento a 25 euro annui per gli under 14. Inoltre abbiamo potenziato con risorse del Comune la linea E del minibù, quella che consente di lasciare l’auto fuori dalla città per raggiungere il centro. L’investimento sull’efficientamento energetico degli edifici e sulla piantumazione di nuovi alberi (4.500 a ora) proseguirà anche nei prossimi anni».
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