Rilanciare il turismo il Comune punta su nuovi B&B e hotel
di Ambra Prati
Canossa: presentato uno studio per valorizzare la rupe «Variante urbanistica per trasformare le case in alberghi»
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CANOSSA. Riqualificare gli edifici e trasformarli in strutture ricettive grazie a una sinergia pubblico-privato. È questo l’obiettivo principale di “Rupe di Canossa, un ponte per l’Europa - Indagine preliminare per le politiche di sviluppo del territorio”, uno studio commissionato due mesi fa dal Comune collinare allo studio degli architetti reggiani Massimo Casolari e Paolo Soragni.
Il piano è stato illustrato in pubblico durante il consiglio comunale di lunedì e ieri pomeriggio in Provincia alla presenza del presidente Giammaria Manghi e del sindaco di Quattro Castella Andrea Tagliavini. «L’amministrazione comunale ha commissionato l’indagine per capire come valorizzare il bene storico più importante che abbiamo - commenta il sindaco Luca Bolondi -. Un modo per rilanciare e scommettere sul futuro, sulla base dell’investimento statale annunciato di ben tre milioni di euro, e per riappropriarsi della polarità internazionale del castello, riconosciuta ma mai espressa compiutamente».
Gli esperti sono partiti dall’analisi dei flussi turistici regionali e sovraregionali, concentrandosi in particolare sui luoghi più visitati, tra cui le vicine città di Modena e Parma, ma anche Milano e il lago di Garda.
L’indagine mira a capire come poter intercettare parte di questi flussi di visitatori e portarli a Canossa, focalizzando l’attenzione sulle carenze attuali, che evidenziano prima di tutto una insufficiente ricettività e una scarsa centralità del castello.
Per concretizzarsi, il piano ha bisogno di un impegno che va oltre quello di Canossa; da qui la presentazione a Palazzo Allende, per coinvolgere quanti più soggetti possibili, compresa la Diocesi. «Non è un progetto da tenere nel cassetto, ma da diffondere a tutti affinché ognuno faccia la sua parte. Se ci sarà un impegno collettivo il risultato potrebbe essere un piano strategico, in grado di coinvolgere tutti i sindaci del territorio, che potranno presentarsi in Regione con le carte in regola», prosegue Bolondi. Per quanto riguarda il suo Comune, il sindaco ha iniziato a fare i compiti a casa. «Abbiamo già studiato i passi burocratici da compiere, tra le quali una variante urbanistica. Abbiamo raccolto alcune manifestazioni di interesse da parte di privati interessati a investire in edifici esistenti. In vestimenti senza consumo aggiuntivo di suolo, che avranno l’unico vincolo della trasformazione dell’edificio ad uso turistico-ricettivo».
Aspirazioni che devono scontrarsi con il fatto che finora la provincia reggiana non è mai riuscita a diventare appetibile per il turismo di massa, così come il «sistema dei castelli dell’Emilia-Romagna», indicato additato dagli architetti, è, al momento, una realtà dove ognuno sembra andare in ordine sparso.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il piano è stato illustrato in pubblico durante il consiglio comunale di lunedì e ieri pomeriggio in Provincia alla presenza del presidente Giammaria Manghi e del sindaco di Quattro Castella Andrea Tagliavini. «L’amministrazione comunale ha commissionato l’indagine per capire come valorizzare il bene storico più importante che abbiamo - commenta il sindaco Luca Bolondi -. Un modo per rilanciare e scommettere sul futuro, sulla base dell’investimento statale annunciato di ben tre milioni di euro, e per riappropriarsi della polarità internazionale del castello, riconosciuta ma mai espressa compiutamente».
Gli esperti sono partiti dall’analisi dei flussi turistici regionali e sovraregionali, concentrandosi in particolare sui luoghi più visitati, tra cui le vicine città di Modena e Parma, ma anche Milano e il lago di Garda.
L’indagine mira a capire come poter intercettare parte di questi flussi di visitatori e portarli a Canossa, focalizzando l’attenzione sulle carenze attuali, che evidenziano prima di tutto una insufficiente ricettività e una scarsa centralità del castello.
Per concretizzarsi, il piano ha bisogno di un impegno che va oltre quello di Canossa; da qui la presentazione a Palazzo Allende, per coinvolgere quanti più soggetti possibili, compresa la Diocesi. «Non è un progetto da tenere nel cassetto, ma da diffondere a tutti affinché ognuno faccia la sua parte. Se ci sarà un impegno collettivo il risultato potrebbe essere un piano strategico, in grado di coinvolgere tutti i sindaci del territorio, che potranno presentarsi in Regione con le carte in regola», prosegue Bolondi. Per quanto riguarda il suo Comune, il sindaco ha iniziato a fare i compiti a casa. «Abbiamo già studiato i passi burocratici da compiere, tra le quali una variante urbanistica. Abbiamo raccolto alcune manifestazioni di interesse da parte di privati interessati a investire in edifici esistenti. In vestimenti senza consumo aggiuntivo di suolo, che avranno l’unico vincolo della trasformazione dell’edificio ad uso turistico-ricettivo».
Aspirazioni che devono scontrarsi con il fatto che finora la provincia reggiana non è mai riuscita a diventare appetibile per il turismo di massa, così come il «sistema dei castelli dell’Emilia-Romagna», indicato additato dagli architetti, è, al momento, una realtà dove ognuno sembra andare in ordine sparso.
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