Cerreto Alpi in lacrime per il saluto a Davide
di Luca Tondelli
Ventasso, l’addio al tecnico del Soccorso alpino vittima dell’incidente a Ligonchio La chiesa troppo piccola per contenere le tante persone presenti ai funerali
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VENTASSO. Non si può certo misurare la grandezza di una persona dalla partecipazione al suo funerale. Ma va detto che a Cerreto Alpi in poche occasioni si erano viste arrivare così tante persone come è successo ieri, per l’ultimo saluto al 39enne tecnico del Soccorso Alpino Davide Tronconi, colonna della cooperativa dei Briganti di Cerreto e, più in generale, un vero simbolo della volontà e caparbietà del vivere in montagna. Una montagna che, nonostante il rito di ieri, fatica ancora a metabolizzare un dolore che è stato immenso. E per l’ultimo saluto c’erano auto parcheggiate fin sulla statale 63 e le stradine del borgo, normalmente strette, fino alla chiesa lo sono diventate ancora di più, visto che il luogo di culto è stato assolutamente insufficiente per ospitare tutti.
La messa è stata celebrata da don Guiscardo Mercati, con don Giuliani Marzucchi e don Giovanni Caselli. L’arrivo della bara, portata a braccio da colleghi e amici del Saer, è avvenuta tra stendardi e labari di tante associazioni del soccorso presenti con proprie delegazioni, a partire dal Soccorso Alpino Maurizio Dellantonio, e poi delegazioni delle varie sezioni della Croce Rossa e Croce Verde della montagna, del Cai, degli Alpini e tanti altri. E ancora i sindaci dei Comuni dell’Unione Appennino, con il sindaco di Ventasso Antonio Manari e il sindaco di Castelnovo e presidente dell’Unione Enrico Bini.
E poi gli amici di tutta la montagna che in questi anni hanno avuto modo di lavorare con Davide, o anche solo di conoscerne simpatia, disponibilità, altruismo e umanità.
A leggere le preghiere dei fedeli è stato un compaesano e collaboratore dei Briganti di Cerreto, Giovanni Lindo Ferretti, che già aveva avuto modo nei giorni scorsi di esprimere il proprio stato d’animo e il “peso” che la perdita di Davide ha per una realtà come quella di Cerreto Alpi. E diversi ricordi sono entrati a far parte di questa celebrazione di saluto, come quello letto da un amico della Croce Verde di Castelnovo Monti: «Ciao Davide, sono trascorse solo poche settimane dal nostro ultimo intervento insieme sulla cima della Pietra di Bismantova, io come sanitario e tu come tecnico. Anche se era notte fonda, al buio, sotto la pioggia e al freddo hai risposto alla chiamata come sempre hai fatto. Quando sei arrivato, con il tuo gruppo, la paura e il freddo erano spariti come l’acqua che non bagnava più le nostre divise. Hai subito trasmesso quella sensazione di sicurezza come pochi sanno fare e con il tuo solito sorriso la discesa a valle era diventata una passeggiata perché c’eri tu a fare da sicura a tutti noi. Scusaci se oggi non abbiamo preso dal nostro cassetto il sorriso più bello per te ma ti promettiamo che domani saremo presenti ancora una volta ad aiutare i più bisognosi con il cuore in mano e con il sorriso sulle labbra, come sapevi fare tu. Ci mancherai e promettici che anche da lassù ci sarai sempre a farci da sicura, a noi ed ai tuoi compagni. Oggi gli angeli conteranno su uno in più, uno speciale». Davide era rimasto coinvolto in modo apparso subito grave nell’uscita di strada, lungo una carraia a Ligonchio, domenica 15 ottobre. Sul mezzo con lui erano altri tre uomini del Saer, usciti illesi, mentre per lui l’urto del mezzo contro un albero è stato fatale: si è spento senza aver mai ripreso conoscenza quattro giorni dopo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La messa è stata celebrata da don Guiscardo Mercati, con don Giuliani Marzucchi e don Giovanni Caselli. L’arrivo della bara, portata a braccio da colleghi e amici del Saer, è avvenuta tra stendardi e labari di tante associazioni del soccorso presenti con proprie delegazioni, a partire dal Soccorso Alpino Maurizio Dellantonio, e poi delegazioni delle varie sezioni della Croce Rossa e Croce Verde della montagna, del Cai, degli Alpini e tanti altri. E ancora i sindaci dei Comuni dell’Unione Appennino, con il sindaco di Ventasso Antonio Manari e il sindaco di Castelnovo e presidente dell’Unione Enrico Bini.
E poi gli amici di tutta la montagna che in questi anni hanno avuto modo di lavorare con Davide, o anche solo di conoscerne simpatia, disponibilità, altruismo e umanità.
A leggere le preghiere dei fedeli è stato un compaesano e collaboratore dei Briganti di Cerreto, Giovanni Lindo Ferretti, che già aveva avuto modo nei giorni scorsi di esprimere il proprio stato d’animo e il “peso” che la perdita di Davide ha per una realtà come quella di Cerreto Alpi. E diversi ricordi sono entrati a far parte di questa celebrazione di saluto, come quello letto da un amico della Croce Verde di Castelnovo Monti: «Ciao Davide, sono trascorse solo poche settimane dal nostro ultimo intervento insieme sulla cima della Pietra di Bismantova, io come sanitario e tu come tecnico. Anche se era notte fonda, al buio, sotto la pioggia e al freddo hai risposto alla chiamata come sempre hai fatto. Quando sei arrivato, con il tuo gruppo, la paura e il freddo erano spariti come l’acqua che non bagnava più le nostre divise. Hai subito trasmesso quella sensazione di sicurezza come pochi sanno fare e con il tuo solito sorriso la discesa a valle era diventata una passeggiata perché c’eri tu a fare da sicura a tutti noi. Scusaci se oggi non abbiamo preso dal nostro cassetto il sorriso più bello per te ma ti promettiamo che domani saremo presenti ancora una volta ad aiutare i più bisognosi con il cuore in mano e con il sorriso sulle labbra, come sapevi fare tu. Ci mancherai e promettici che anche da lassù ci sarai sempre a farci da sicura, a noi ed ai tuoi compagni. Oggi gli angeli conteranno su uno in più, uno speciale». Davide era rimasto coinvolto in modo apparso subito grave nell’uscita di strada, lungo una carraia a Ligonchio, domenica 15 ottobre. Sul mezzo con lui erano altri tre uomini del Saer, usciti illesi, mentre per lui l’urto del mezzo contro un albero è stato fatale: si è spento senza aver mai ripreso conoscenza quattro giorni dopo.
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