Emergenza siccità e dighe Sabato convegno a Ventasso
VENTASSO. Il futuro dell’ambiente, della montagna e del pianeta negli anni dell’assenza dell’acqua. Sono i temi al centro del secondo convegno annuale di studi promosso dal club Unesco reggiano, in...
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VENTASSO. Il futuro dell’ambiente, della montagna e del pianeta negli anni dell’assenza dell’acqua. Sono i temi al centro del secondo convegno annuale di studi promosso dal club Unesco reggiano, in programma nel pomeriggio di sabato a Cervarezza, nella sala consiliare del municipio di Ventasso in piazza I Maggio.
Il convegno, dal titolo “A due anni dalla riserva Mab–Unesco dell’Appennino. Se manca l’acqua manca il futuro: problemi e prospettive”, è organizzato dal club Unesco assieme alla Provincia, alla federazione dei club Unesco italiani e al Comune di Ventasso.
Si parte alle 15 con i saluti delle autorità e dei promotori per poi proseguire con diversi momenti di lavoro per tutto il pomeriggio, con interventi di operatori del mondo agricolo, della cultura, dell’associazionismo oltre a rappresentanti degli enti locali e del Parco.
Il problema della siccità è sempre più d’attualità, come dimostra il fatto che quest’estate si è tornati a parlare per l’ennesima volta della diga di Vetto e di altri possibili invasi per fronteggiare una situazione d’emergenza che potrebbe diventare la norma.
Il convegno, dal titolo “A due anni dalla riserva Mab–Unesco dell’Appennino. Se manca l’acqua manca il futuro: problemi e prospettive”, è organizzato dal club Unesco assieme alla Provincia, alla federazione dei club Unesco italiani e al Comune di Ventasso.
Si parte alle 15 con i saluti delle autorità e dei promotori per poi proseguire con diversi momenti di lavoro per tutto il pomeriggio, con interventi di operatori del mondo agricolo, della cultura, dell’associazionismo oltre a rappresentanti degli enti locali e del Parco.
Il problema della siccità è sempre più d’attualità, come dimostra il fatto che quest’estate si è tornati a parlare per l’ennesima volta della diga di Vetto e di altri possibili invasi per fronteggiare una situazione d’emergenza che potrebbe diventare la norma.
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