Reggio Emilia: alle Fiere spunta il PalaBussola, ma è troppo tardi
Il progetto approntato dalla cooperativa in vista dell’asta, vinta da Terminal One, rischia di rimanere chiuso nel cassetto
REGGIO EMILIA. È spuntato dal cassetto fuori tempo massimo. Ma forse no. Si tratta del PalaBussola, al cui progetto ha iniziato a lavorare dalla primavera scorsa la stessa cooperativa che si era aggiudicata il bando per la gestione delle Fiere nell’anno in corso. Obiettivo del progetto, si legge nella bozza, «dare un’offerta culturale alla città, alla Regione, che coinvolga anche le province limitrofe in una cornice originale, rivolta a un pubblico eterogeneo, unendo turismo, cultura ed enogastronomia. Spettacoli classici, di tradizione e contemporanei, in una rilettura che fonde classicità e sperimentazione».
Due, a questo punto, gli interrogativi. Primo: PalaBussola e Lime Theater, un copia e incolla? Secondo: stiamo parlando di un progetto morto ancora prima di nascere, o potrà inserirsi tra gli obiettivi a breve o a lungo termine di Terminal One, la cordata di imprenditori reggiani che si è aggiudicata all’asta l’affitto delle Fiere per il 2018? Al presidente della cooperativa La Bussola, Marco Bertolotti, le risposte come sempre non mancano. Concise ma dirette.
Un po’ di orticaria, quando si resuscita il Lime Theater, è prevedibile. Ma Bertolotti vuole andare oltre: «Si può anche pensare che i due progetti, così come gli allestimenti che abbiamo previsto, siano piuttosto simili al Lime Theater. Ma è anche vero che all’interno dei padiglioni delle Fiere non è possibile creare situazioni tanto diverse. Già anni fa, in occasione dell’organizzazione di eventi, gli allestimenti erano stati molto simili».
Quanto alla possibilità di dare un seguito al progetto del PalaBussola, Bertolotti pare cauto ma non chiude ad alcuna possibilità. «In realtà, il progetto nasceva in funzione di una nostra gestione, anche per il 2018, delle Fiere. Così non sarà e sinceramente devo ancora incontrare gli imprenditori che si sono aggiudicati l’affitto per il prossimo anno. Quando scadrà il nostro contratto e ci sarà il passaggio di consegne, non avrò alcuna remora a presentare i nostri progetti a Terminal One. E non parlo solo del PalaBussola. Vorrei ricordare che, oltre a mantenere e fare crescere le fiere che tradizionalmente fanno tappa in via Filangieri, nostra intenzione era anche aprire le porte a new entry assolute».
In attesa di capire se le aspirazioni della cooperativa La Bussola verranno realizzate piuttosto che riscritte o direttamente rispedite al mittente, vediamo cosa prevede il progetto al momento in stand by.
Il rendering del PalaBussola ci mostra una platea non più verde ma arancione, così come l’arancione insieme al nero sono i colori che caratterizzano l’esterno. Un teatro “flessibile” come viene definito da Bertolotti, in grado di ospitare manifestazioni sportive piuttosto che concerti (sia classici che contemporanei), lirica, operetta, balletti, prosa, cabaret, spettacoli con cena: il tutto rivolto in particolare a un pubblico giovane. Un teatro “flessibile” anche per quanto riguarda la capienza, prevedendo moduli da 500 a 2.000 spettatori e, da ottobre a maggio, 16 spettacoli (due al mese).
Un teatro, inoltre, che prevede la presenza di partner: attualmente, accanto alla cooperativa La Bussola, compaiono l’associazione reggiana Fantasia in Re e la modenese Mutina Eventi. Partner destinati ad aumentare se La Bussola dovesse concretizzare il progetto iniziale. In particolare, nella bozza del progetto, si parla del coinvolgimento delle categorie e degli operatori economici, delle istituzioni locali e regionali, dell’associazionismo culturale cittadino per definire una serie di collaborazioni finalizzate ad una vasta veicolazione della promozione dell’evento. «In tal senso – si legge – verranno organizzate due conferenze stampa, una a Reggio Emilia di presentazione dell’iniziativa e una a Bologna...».
E pensare che era proprio tutto pronto. Chi poteva immaginare, quel giovedì pomeriggio nella sede dell’Istituto Vendite Giudiziarie, l’irruzione perentoria e imbattibile sulla scena dei fantastici dodici?
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