correggio, nanetti critica il comune
«Dopo 6 mesi l’amianto friabile è ancora in quella ex porcilaia»
CORREGGIO. «In aprile l’amministrazione promise pubblicamente di applicare la normativa facendo rimuovere dell’amianto pericoloso perché friabile. Invece, dopo sei mesi, quell’amianto è ancora lì»....
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CORREGGIO. «In aprile l’amministrazione promise pubblicamente di applicare la normativa facendo rimuovere dell’amianto pericoloso perché friabile. Invece, dopo sei mesi, quell’amianto è ancora lì». Andrea Nanetti, presidente Aeac (Associazione esposti amianto Correggio), torna sull’ex porcilaia coinvolta in una curatela fallimentare e abbandonata in via della Felicità 7 a Fosdondo.
«Già a fine 2016 i residenti avevano segnalato il caso al Comune e sui social network. A fine marzo, sollecitato da alcuni cittadini giustamente preoccupati, sono intervenuto contro quella discarica di eternit, con lastre sgretolate, ammucchiate da anni – afferma Nanetti –. Dopo l’annuncio del mio esposto recapitato in municipio, e apparso sui giornali il 27 aprile, l’amministrazione ha risposto, per bocca del sindaco Ilenia Malavasi, che il 29 marzo era stata inviata una lettera raccomandata ai proprietari, che hanno acquistato l’immobile all’asta, intimando (cito testualmente) “di presentare un piano di bonifica entro i 60 giorni previsti per legge. I rifiuti sono stati rimossi, sull’amianto invece è stato avviato l’iter amministrativo”. Però di giorni ne sono già passati oltre 200», osserva Nanetti. Secondo quest’ultimo, si tratta di «un’omissione che si commenta da sé. Ricordo che a Fosdondo il Comune deve applicare la legge (numero 257 del marzo 1992) senza spendere nulla, poiché le spese di bonifica spettano al proprietario». E l’ex consigliere di Forza Italia affonda: «Eppure l’amministrazione, in quella zona celere e fiscale nell’applicare sanzioni a residenti per un gazebo, facendolo abbattere, e per 20 centimetri di stalli in un parcheggio privato, poi su un pericolo alla salute pubblica lascia correre?». (am.p.)
«Già a fine 2016 i residenti avevano segnalato il caso al Comune e sui social network. A fine marzo, sollecitato da alcuni cittadini giustamente preoccupati, sono intervenuto contro quella discarica di eternit, con lastre sgretolate, ammucchiate da anni – afferma Nanetti –. Dopo l’annuncio del mio esposto recapitato in municipio, e apparso sui giornali il 27 aprile, l’amministrazione ha risposto, per bocca del sindaco Ilenia Malavasi, che il 29 marzo era stata inviata una lettera raccomandata ai proprietari, che hanno acquistato l’immobile all’asta, intimando (cito testualmente) “di presentare un piano di bonifica entro i 60 giorni previsti per legge. I rifiuti sono stati rimossi, sull’amianto invece è stato avviato l’iter amministrativo”. Però di giorni ne sono già passati oltre 200», osserva Nanetti. Secondo quest’ultimo, si tratta di «un’omissione che si commenta da sé. Ricordo che a Fosdondo il Comune deve applicare la legge (numero 257 del marzo 1992) senza spendere nulla, poiché le spese di bonifica spettano al proprietario». E l’ex consigliere di Forza Italia affonda: «Eppure l’amministrazione, in quella zona celere e fiscale nell’applicare sanzioni a residenti per un gazebo, facendolo abbattere, e per 20 centimetri di stalli in un parcheggio privato, poi su un pericolo alla salute pubblica lascia correre?». (am.p.)
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