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Gianluigi Morlini, un reggiano tra i candidati per salire al Csm

C’è un reggiano, il giudice Gianluigi Morlini, fra i candidati al Consiglio Superiore della Magistratura. Il Csm scade a settembre 2018 e a luglio i novemila magistrati in servizio in Italia...

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C’è un reggiano, il giudice Gianluigi Morlini, fra i candidati al Consiglio Superiore della Magistratura. Il Csm scade a settembre 2018 e a luglio i novemila magistrati in servizio in Italia dovrebbero essere chiamati alle urne per scegliere i nuovi sedici togati (2 della Cassazione, 4 pm e 10 giudici di merito). L’elezione avverrà con il sistema uninominale. A concorrere, per la prima volta, Autonomia&Indipendenza la corrente fondata da Camillo Davigo, fra i candidati più forti, che però non ha ancora indicato i nomi preferiti. Chi invece ha fatto l’elenco è Unità per la Costituzione che ha scelto Carmelo Celentano sostituto Procuratore generale della Cassazione, Luigi Spina pm di Castrovillari e i giudici Gianluigi Morlini di Reggio Emilia, Marco Mancinetti di Roma, Michele Ciambellini di Napoli e Concetta Grillo di Caltagirone.

Per il giudice reggiano si tratta di una grande attestazione di stima. «Sarà un percorso faticoso ma affascinante – è il suo primo commento – che mi consentirà di confrontarmi con i colleghi di tutta Italia». A Reggio Gianluigi Morlini si occupa del settore civilistico (responsabilità contrattuale ed extracontrattuale, sinistri stradali, contenzioso bancario). E’ stato giudice per 8 anni ad Ivrea, 4 a Piacenza e per un analogo periodo a Reggio dove è rientrato da un paio di mesi dopo il distacco di due anni per dirigere in Toscana la Scuola superiore della Magistratura. È sposato e padre di due figlie. La madre, Luisa Galantino, scomparsa lo scorso marzo, è stata docente emerito di Diritto in vari atenei. Gianserafino, il padre, fu dirigente alla Camera di commercio e poi ad Ifoa. Se riuscisse nell’impresa Morlini sarebbe il terzo reggiano al Csm dopo gli avvocati Dino Felisetti e Celestina Tinelli indicati dal Parlamento. La prima volta di un magistrato. (l.v.)



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