«Il Corso è una realtà viva e in crescita»
Correggio, il sindaco nel giorno dello sciopero: «Protesta legittima per un convitto ancora più forte»
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CORREGGIO. Protesta, oggi in piazza Prampolini a Reggio, per chiedere chiarimenti sull’organico del convitto Corso di Correggio. Dal primo settembre sono sei educatori, ma il Ministero dell’istruzione ne prevede 7. Da qui la protesta che, dopo dopo un incontro all’Ufficio provinciale scolastico, ha portato la federazione provinciale del Sindacato generale di base (Sgb) a proclamare lo sciopero generale di oggi. «Una protesta legittima», dichiara il sindaco Ilenia Malavasi che sottolinea come «l’istituto sia in crescita e la struttura sia destinataria di un contributo post sisma da 3 milioni di euro»
Eppure i promotori dello sciopero puntano il dito anche contro la sua amministrazione: «È da anni che gli enti locali e l’Ufficio scolastico provinciale di Reggio Emilia non fanno altro che tagliare risorse e tentare di distruggere il convitto», ha dichiarato Sgb. Una posizione che trova d’accordo anche Rifondazione comunista Correggio. «Esprimiamo la piena solidarietà ai lavoratori del Corso che, grazie a un’amministrazione assente e che non ha portato a termine le promesse elettorali, si trovano a non poter operare nella piena tranquillità nello svolgimento del loro lavoro».
Accuse che la Malavasi rimanda al mittente. «Il Comune non può che supportare le richieste di adeguamento degli organici, farà la sua parte ma non ha competenza diretta», spiega il sindaco che però non ci sta a un convitto descritto come «abbandonato a se stesso». «Il Corso è una realtà viva e in crescita che sta svolgendo un grande servizio a favore dei ragazzi e delle famiglie – sostiene il primo cittadino –. Dopo il calo di iscritti registrato tra il 2010 e il 2015, il numero degli alunni è aumentato e sono state attivate nuove classi. Questo, unito all’ottima offerta didattica, permette di dire che il convitto non è morto ma sta crescendo di anno in anno». (g.b.)
Eppure i promotori dello sciopero puntano il dito anche contro la sua amministrazione: «È da anni che gli enti locali e l’Ufficio scolastico provinciale di Reggio Emilia non fanno altro che tagliare risorse e tentare di distruggere il convitto», ha dichiarato Sgb. Una posizione che trova d’accordo anche Rifondazione comunista Correggio. «Esprimiamo la piena solidarietà ai lavoratori del Corso che, grazie a un’amministrazione assente e che non ha portato a termine le promesse elettorali, si trovano a non poter operare nella piena tranquillità nello svolgimento del loro lavoro».
Accuse che la Malavasi rimanda al mittente. «Il Comune non può che supportare le richieste di adeguamento degli organici, farà la sua parte ma non ha competenza diretta», spiega il sindaco che però non ci sta a un convitto descritto come «abbandonato a se stesso». «Il Corso è una realtà viva e in crescita che sta svolgendo un grande servizio a favore dei ragazzi e delle famiglie – sostiene il primo cittadino –. Dopo il calo di iscritti registrato tra il 2010 e il 2015, il numero degli alunni è aumentato e sono state attivate nuove classi. Questo, unito all’ottima offerta didattica, permette di dire che il convitto non è morto ma sta crescendo di anno in anno». (g.b.)
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