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Il Policlinico Sant’Orsola parla reggiano

Il Policlinico Sant’Orsola parla reggiano

Gli architetti reggiani di Cairepro hanno progettato la riqualificazione energetica dell’ospedale 

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REGGIO EMILIA. Ci sono l’intelligenza e la professionalità reggiana nel progetto di riqualificazione energetica ed impiantistica del “Policlinico Sant’Orsola” di Bologna. La Cooperativa Architetti e Ingegneri Progettazione di Reggio Emilia - Cairepro, da settant’anni leader in Italia nell’architettura, nell’ingegneria e nella progettazione integrale e coordinata, ha infatti firmato la progettazione e curato la direzione dei lavori delle opere inaugurate a Bologna, per un investimento totale di oltre 37 milioni di euro.

Il Policlinico di Sant'Orsola è uno degli ospedali più antichi e importanti d'Italia, sede della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Bologna e centro di riferimento nazionale e internazionale per diverse patologie. La realizzazione della nuova centrale di trigenerazione, delle centrali termiche e frigorifere e delle nuove reti di distribuzione, a pieno regime, consentirà un risparmio del 27% di energia primaria ed una riduzione del 22% delle emissioni di gas climalteranti in atmosfera.

«E’ una realizzazione – spiega Paolo Genta di Cairepro, progettista responsabile e direttore dei lavori – che ha richiesto un impegno ed una determinazione importante per ottenere questo grande risultato. Il progetto è iniziato per noi sette anni fa ed i lavori sono durati complessivamente cinque anni. Si tratta di un tempo record nella realizzazione di un’opera pubblica di questa dimensione, che ha richiesto complessivamente meno di nove anni dall’ideazione da parte dell’ente fino all’inaugurazione». «È stato infatti grazie all’intuizione di Daniela Pedrini, direttore dei servizi tecnici del Policlinico, che nel 2009 ha preso il via l’operazione – prosegue Genta – quando, dovendo affrontare una fase critica di rinnovo del parco impiantistico, in presenza dell’ormai endemica carenza di finanziamenti, è stato avviato il progetto basato principalmente sullo strumento del project financing. Solo quattro milioni circa dell’investimento totale sono infatti dovuti al finanziamento pubblico, la restante parte è invece finanziata dalla società concessionaria “Progetto Isom spa” (costituita tra Manutencoop, Siram e Sinloc), per mezzo di “Project Bonds”, vincolati alla riduzione di consumi ed inquinamento, emessi nei confronti dall’European Energy Efficiency Fund, il fondo europeo per l’efficientamento energetico. Il finanziamento privato verrà ripagato grazie al risparmio in circa venti anni di gestione degli impianti. Questo modello finanziario innovativo, adottato qui per la prima volta in Italia, è lo strumento che ha consentito la realizzazione di queste opere».

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