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La toga sulla bara per l’ultimo saluto all’avvocato Pantani

La toga sulla bara per l’ultimo saluto all’avvocato Pantani

I vertici della magistratura e delle forze dell’ordine reggiane ai funerali del 90enne travolto lunedì mattina da un’auto

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REGGIO EMILIA. Esponenti della magistratura e del mondo forense, insieme ai vertici delle forze dell’ordine reggiane, ad amici e parenti hanno reso ieri pomeriggio l’ultimo saluto all’avvocato Paolo Pantani, scomparso lunedì mattina intorno alle 6.30 dopo essere stato investito da un’auto lungo via del Chionso, mentre camminava in prossimità delle strisce pedonali.

I funerali si sono svolti nella chiesa parrocchiale di San Pietro. Novantenne, figura storica della città, Pantani lascia la moglie Paola Ferrarini, la figlia Maria Rita, uno dei più conosciuti pubblici ministeri di Reggio Emilia, i generi Luciano e Mauro, i nipoti Alessandro, Massimiliano, Maria Beatrice e Ludovica. Sulla bara è stata adagiata una toga, in segno del suo impegno, durato tutta la vita, nell’attività forense. Persona colta e fantasiosa, Pantani si era infatti iscritto nell’ordine il 2 febbraio 1960, provenendo da una famiglia di avvocati. Ma la sua notorietà non era legata soltanto all’ambito forense. Partigiano con il nome di battaglia “Socrate”, importante è stata nel corso degli anni anche la sua collaborazione con Istoreco. E ai tanti messaggi di cordoglio arrivati in questi giorni, ieri si è nuovamente aggiunto anche quello dell’Ordine degli avvocati, che hanno ricordato la figura di Pantani «per le sue qualità di ottimo giurista nonchè di uomo aperto e generoso. Lo ricorderemo con profondo rispetto e tanto affetto». Nei giorni scorsi, fra i numerosi messaggi, profondo cordoglio era già stato espresso da Franco Mazza, presidente dell’Ordine degli avvocati di Reggio e dall’Anm (di cui la figlia magistrato, Maria Rita, fa parte). L’avvocato Pantani, che abitava in centro storico, lunedì mattina stava camminando in via del Chionso, a quell’ora praticamente deserta. Poi, all’altezza di via Jacopo da Mandra, ha deciso di attraversare in prossimità delle strisce pedonali, cominciando a camminare lungo la carreggiata. Proprio in quel momento, tuttavia, stava passando una Mercedes 220. L’impatto è stato fatale. L’inchiesta sulla morte del legale è approdata in procura ad Ancona (per competenza, essendo la vittima il padre nonchè lo suocero di due magistrati reggiani). Per l’automobilista che lo ha travolto è scattata l’accusa di omicidio stradale.

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