Servizi socio-sanitari Via libera al piano da 20 milioni di euro
di Ambra Prati
L’Unione Val d’Enza approva il progetto per l’assistenza di 1.600 anziani, 200 disabili, 900 minori e altri 800 adulti
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MONTECCHIO. Venti milioni e mezzo per i servizi socio-sanitari della Val d’Enza, con gli otto Comuni che investono sempre più su minori, anziani e disabili. È stato approvato dall’Unione Val d’Enza il “Piano di zona per la salute e il benessere sociale 2017”, che fotografa l’aumento dei bisogni, soprattutto sociali, delle famiglie.
Il piano consente di garantire, nell’anno in corso, l’assistenza a oltre 1600 anziani non autosufficienti, 200 disabili, la tutela di 900 bambini e azioni di inclusione sociale a oltre 800 persone adulte, ai quali vanno a sommarsi gli interventi nell’ambito della salute mentale, delle dipendenze e dell’assistenza.
Si tratta di necessità in costante aumento, negli ultimi anni. «Il trend crescente riguarda gli anziani: nel 2011 erano un migliaio, nel 2014 1.400, nel 2016 1.630 – spiega Nadia Campani, responsabile dell’ufficio di Piano –. In aumento esponenziale anche gli adulti assistiti: erano 419 nel 2009, nel 2016 sono stati 825, di fatto sono raddoppiati. I minori sono costanti come numero, quel che è cambiata è la gravità dei casi di abuso. Stabili anche i disabili, fattore costante dove a modificarsi è stato l’approccio, con progetti sempre più articolati e personalizzati».
Esistono poi variabili, che Campani definisce «non significative» perché si muovono nell’arco di pochi punti percentuali, tra Comune e Comune: ad esempio a Bibbiano è più alto il numero di minori a causa della crescita demografica; a Sant’Ilario, Cavriago e Canossa (soprattutto in quest’ultima) prevalgono gli anziani.
Per queste categorie, gli investimenti messi in atto provengono per la maggior parte dai Comuni: il grafico delle risorse distrettuali evidenzia infatti come la “fetta” maggiore sia a carico dei Comuni (9,2 milioni di euro), 6.4 milioni arrivano da fondi statali, 4.1 milioni dall’Ausl, mentre completano il quadro i contributi regionali (500mila euro destinati al fondo sociale) e interventi dell’Inps (270mila euro per l’assistenza domiciliare).
«Si tratta di funzioni integrate, approvate da Comuni e Ausl tramite un accordo di programma – spiega sempre la Campani –. Ovviamente da quella cifra sono esclusi gli ospedali e i servizi prettamente sanitari, che seguono un altro percorso finanziario».
«È una scelta politica – commenta Andrea Carletti, sindaco di Bibbiano, con delega ai Servizi Sociali dell’Unione, che ha firmato il piano insieme al direttore di Distretto dell’Ausl Sonia Gualtieri –. Un investimento poderoso, che non è arretrato negli anni nonostante le difficoltà degli enti pubblici. La Val d’Enza continua a mettere al centro la persona».
Tra gli aspetti del nuovo programma attuativo, Carletti evidenzia «Un sempre maggiore investimento a tutela dei minori vittime di maltrattamento (tra gli 800 bambini sono compresi quei 180 bimbi abusati, seguiti dallo spazio innovativo “La Cura” di Bibbiano) e progetti articolati sulla disabilità: su questo il 2 dicembre è previsto una convegno distrettuale con istituzioni e famiglie».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il piano consente di garantire, nell’anno in corso, l’assistenza a oltre 1600 anziani non autosufficienti, 200 disabili, la tutela di 900 bambini e azioni di inclusione sociale a oltre 800 persone adulte, ai quali vanno a sommarsi gli interventi nell’ambito della salute mentale, delle dipendenze e dell’assistenza.
Si tratta di necessità in costante aumento, negli ultimi anni. «Il trend crescente riguarda gli anziani: nel 2011 erano un migliaio, nel 2014 1.400, nel 2016 1.630 – spiega Nadia Campani, responsabile dell’ufficio di Piano –. In aumento esponenziale anche gli adulti assistiti: erano 419 nel 2009, nel 2016 sono stati 825, di fatto sono raddoppiati. I minori sono costanti come numero, quel che è cambiata è la gravità dei casi di abuso. Stabili anche i disabili, fattore costante dove a modificarsi è stato l’approccio, con progetti sempre più articolati e personalizzati».
Esistono poi variabili, che Campani definisce «non significative» perché si muovono nell’arco di pochi punti percentuali, tra Comune e Comune: ad esempio a Bibbiano è più alto il numero di minori a causa della crescita demografica; a Sant’Ilario, Cavriago e Canossa (soprattutto in quest’ultima) prevalgono gli anziani.
Per queste categorie, gli investimenti messi in atto provengono per la maggior parte dai Comuni: il grafico delle risorse distrettuali evidenzia infatti come la “fetta” maggiore sia a carico dei Comuni (9,2 milioni di euro), 6.4 milioni arrivano da fondi statali, 4.1 milioni dall’Ausl, mentre completano il quadro i contributi regionali (500mila euro destinati al fondo sociale) e interventi dell’Inps (270mila euro per l’assistenza domiciliare).
«Si tratta di funzioni integrate, approvate da Comuni e Ausl tramite un accordo di programma – spiega sempre la Campani –. Ovviamente da quella cifra sono esclusi gli ospedali e i servizi prettamente sanitari, che seguono un altro percorso finanziario».
«È una scelta politica – commenta Andrea Carletti, sindaco di Bibbiano, con delega ai Servizi Sociali dell’Unione, che ha firmato il piano insieme al direttore di Distretto dell’Ausl Sonia Gualtieri –. Un investimento poderoso, che non è arretrato negli anni nonostante le difficoltà degli enti pubblici. La Val d’Enza continua a mettere al centro la persona».
Tra gli aspetti del nuovo programma attuativo, Carletti evidenzia «Un sempre maggiore investimento a tutela dei minori vittime di maltrattamento (tra gli 800 bambini sono compresi quei 180 bimbi abusati, seguiti dallo spazio innovativo “La Cura” di Bibbiano) e progetti articolati sulla disabilità: su questo il 2 dicembre è previsto una convegno distrettuale con istituzioni e famiglie».
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