Addio a Linda tra musica e rose bianche
di Ambra Prati
Folla ai funerali della 26enne schiacciata dal trattore che stava guidando. Il parroco: «Una ragazza allegra e lavoratrice»
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QUATTRO CASTELLA. Rose bianche, fotografie spensierate, la canzone “Di domenica” dei Subsonica che parte all’arrivo del feretro. «La preferita di Linda, passava sempre alla guida del trattore con quelle note al massimo volume, che lei cantava a squarciagola», commenta un pensionato tra la folla. Immagini della quotidianità che rappresentano l’estroversa Linda Montruccoli, morta domenica a soli 26 anni in un infortunio agricolo a Calinzano, all’interno dell’azienda di famiglia, sbalzata e poi travolta dal trattore che stava guidando.
Tantissime persone hanno partecipati ieri a Quattro Castella alla cerimonia funebre. La chiesa di Sant’Antonino, e il suo ampio sagrato, non sono bastati a contenere i castellesi di ogni età che hanno voluto stringersi intorno alla famiglia: il papà Giuseppe, a capo chino, la mamma Sandra, le sorelle minori Enrica ed Irene, inconsolabili e abbracciate, e la nonna, anche lei in lacrime. A far sentire la propria vicinanza anche le istituzioni. Il cordoglio del paese si è espresso con bandiere listate a lutto sul municipio e serrande dei negozi abbassate al passaggio del corteo. L’amministrazione comunale era presente con il sindaco Andrea Tagliavini e l’assessore all’agricoltura Ivens Chiesi. C’erano i vertici di Coldiretti e anche la chiesa reggiana ha fatto sentire la sua presenza: il rito è stato concelebrato da due diaconi e quattro sacerdoti, tra i quali don Daniele Simonazzi, che ha abbracciato a lungo la mamma.
Nella sua omelia, il parroco don Andrea Contrasti ha cercato di consolare i genitori: «Devono essere orgogliosi di aver cresciuto una ragazza brava, allegra e con voglia di lavorare. Una vita breve, ma ben vissuta».
Ancor più fortemente si è espresso l’abbraccio degli amici di Linda, che hanno appeso uno striscione al basamento della statua di Matilde, davanti alla chiesa, con il testo di un brano di Ligabue e foto della 26enne mentre si lancia con il paracadute. E poi i messaggi letti dal pulpito dagli amici. Cristiano ha ricordato «la spalla sulla quale ho rovesciato le mie difficoltà, i capelli trascurati, la musica a manetta in auto con le solite quattro canzoni, le giornate perse davanti a casa di Ligabue che non è mai uscito, il primo giorno di scuola quando tu ti accorgesti che non eri sul registro. Il lavoro, che tanto ti spremeva, ti ha portato via da me. La vita è un soffio».
Un’amica ha detto: «Ricorderò il tuo sorriso, la tua allegria, il tuo cuore grande». Ci mancheranno, ha concluso un’altra amica, «l’ohi ciao che era il tuo modo di salutare, le marachelle che combinavi a tuo padre e che ci facevano ridere, i nostri viaggi durante i quali mettevi a dura prova la nostra pazienza. Potevi parlare per ore di musica e del tuo lavoro, che portavi avanti con testardaggine e passione. Per sempre insieme».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Tantissime persone hanno partecipati ieri a Quattro Castella alla cerimonia funebre. La chiesa di Sant’Antonino, e il suo ampio sagrato, non sono bastati a contenere i castellesi di ogni età che hanno voluto stringersi intorno alla famiglia: il papà Giuseppe, a capo chino, la mamma Sandra, le sorelle minori Enrica ed Irene, inconsolabili e abbracciate, e la nonna, anche lei in lacrime. A far sentire la propria vicinanza anche le istituzioni. Il cordoglio del paese si è espresso con bandiere listate a lutto sul municipio e serrande dei negozi abbassate al passaggio del corteo. L’amministrazione comunale era presente con il sindaco Andrea Tagliavini e l’assessore all’agricoltura Ivens Chiesi. C’erano i vertici di Coldiretti e anche la chiesa reggiana ha fatto sentire la sua presenza: il rito è stato concelebrato da due diaconi e quattro sacerdoti, tra i quali don Daniele Simonazzi, che ha abbracciato a lungo la mamma.
Nella sua omelia, il parroco don Andrea Contrasti ha cercato di consolare i genitori: «Devono essere orgogliosi di aver cresciuto una ragazza brava, allegra e con voglia di lavorare. Una vita breve, ma ben vissuta».
Ancor più fortemente si è espresso l’abbraccio degli amici di Linda, che hanno appeso uno striscione al basamento della statua di Matilde, davanti alla chiesa, con il testo di un brano di Ligabue e foto della 26enne mentre si lancia con il paracadute. E poi i messaggi letti dal pulpito dagli amici. Cristiano ha ricordato «la spalla sulla quale ho rovesciato le mie difficoltà, i capelli trascurati, la musica a manetta in auto con le solite quattro canzoni, le giornate perse davanti a casa di Ligabue che non è mai uscito, il primo giorno di scuola quando tu ti accorgesti che non eri sul registro. Il lavoro, che tanto ti spremeva, ti ha portato via da me. La vita è un soffio».
Un’amica ha detto: «Ricorderò il tuo sorriso, la tua allegria, il tuo cuore grande». Ci mancheranno, ha concluso un’altra amica, «l’ohi ciao che era il tuo modo di salutare, le marachelle che combinavi a tuo padre e che ci facevano ridere, i nostri viaggi durante i quali mettevi a dura prova la nostra pazienza. Potevi parlare per ore di musica e del tuo lavoro, che portavi avanti con testardaggine e passione. Per sempre insieme».
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