Crolla il tetto della casa sfollati padre e zia di Beggi
Quattro Castella, paura in via Lenin per il cedimento di un solaio a sbalzo Illesi i parenti dell’ex sindaco e due badanti in casa al momento dell’incidente
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QUATTRO CASTELLA. Il padre 87enne dell’ex sindaco di Quattro Castella Cesare Beggi e la zia 93enne, sorella del genitore, con le rispettive badanti sono i due anziani evacuati dall’abitazione di via Lenin, dove il solaio a sbalzo ha ceduto, facendo crollare parte del tetto sui balconi. Beggi, che non ha voluto commentare, si è precipitato sul posto subito dopo l’accaduto e ha trovato una sistemazione alternativa per i due pensionati. Ha inoltre ha chiamato una ditta specializzata che ha iniziato i lavori di messa in sicurezza.
L’edificio in questione, vicino alla rotonda che conduce alla chiesa e a pochi metri dal centro storico del paese, è la classica casa singola bifamiliare in voga negli anni ‘60, anche se l’immobile risulta costruito a fine anni ‘50. Giovedì scorso, a metà mattina, i vigili del fuoco hanno ricevuto la chiamata di una badante: i residenti avevano sentito un forte boato, senza riuscire a identificarne l’origine, finché la badante non è uscita sul balcone, vedendo una parte di copertura pericolosamente afflosciata.
Sul posto si è recato anche il responsabile dell’ufficio tecnico comunale Saverio Cioce, che spiega: «Ha ceduto il cosiddetto solaio a sbalzo del secondo e ultimo piano, la parte della copertura che copre i balconi. Evidentemente la struttura orizzontale non era solida a sufficienza e, con il tempo, ha ceduto piegandosi all’ingiù. Il cedimento ha provocato parecchi danni, perché nel crollare il solaio a sbalzo si è incastrato tra le mura, comportando un peso eccessivo e rischioso, e ha reso instabile il tetto. Il crollo dell’elemento esterno ha compromesso la struttura interna dell’edificio».
Il Comune, dopo il consulto con i vigili del fuoco, ha subito emesso un’ordinanza di inagibilità (perciò gli occupanti, illesi, hanno dovuto andarsene in fretta dopo aver preso vestiario e oggetti di prima necessità) e di messa in sicurezza immediata dello stabile.
Quest’ultimo aspetto è di competenza della proprietà, che ha fatto intervenire una ditta specializzata, ieri all’opera con una imponente gru in quel tratto di strada transennata e chiusa alle auto, come hanno constatato diversi curiosi che hanno assistito alle operazioni.
«L’urgenza è rimuovere le parti pericolanti, anche per la sicurezza dei passanti oltre che dei residenti, visto che nelle adiacenze ci sono dei dialetti di ingresso di altre abitazioni - prosegue Cioce - Nell’immediato occorre imbragare la copertura e “fissarla”, in modo che non faccia precipitare tutto. La fase progettuale e di ripristino sarà successiva». E, pare, non proprio rapida. (am.p)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
L’edificio in questione, vicino alla rotonda che conduce alla chiesa e a pochi metri dal centro storico del paese, è la classica casa singola bifamiliare in voga negli anni ‘60, anche se l’immobile risulta costruito a fine anni ‘50. Giovedì scorso, a metà mattina, i vigili del fuoco hanno ricevuto la chiamata di una badante: i residenti avevano sentito un forte boato, senza riuscire a identificarne l’origine, finché la badante non è uscita sul balcone, vedendo una parte di copertura pericolosamente afflosciata.
Sul posto si è recato anche il responsabile dell’ufficio tecnico comunale Saverio Cioce, che spiega: «Ha ceduto il cosiddetto solaio a sbalzo del secondo e ultimo piano, la parte della copertura che copre i balconi. Evidentemente la struttura orizzontale non era solida a sufficienza e, con il tempo, ha ceduto piegandosi all’ingiù. Il cedimento ha provocato parecchi danni, perché nel crollare il solaio a sbalzo si è incastrato tra le mura, comportando un peso eccessivo e rischioso, e ha reso instabile il tetto. Il crollo dell’elemento esterno ha compromesso la struttura interna dell’edificio».
Il Comune, dopo il consulto con i vigili del fuoco, ha subito emesso un’ordinanza di inagibilità (perciò gli occupanti, illesi, hanno dovuto andarsene in fretta dopo aver preso vestiario e oggetti di prima necessità) e di messa in sicurezza immediata dello stabile.
Quest’ultimo aspetto è di competenza della proprietà, che ha fatto intervenire una ditta specializzata, ieri all’opera con una imponente gru in quel tratto di strada transennata e chiusa alle auto, come hanno constatato diversi curiosi che hanno assistito alle operazioni.
«L’urgenza è rimuovere le parti pericolanti, anche per la sicurezza dei passanti oltre che dei residenti, visto che nelle adiacenze ci sono dei dialetti di ingresso di altre abitazioni - prosegue Cioce - Nell’immediato occorre imbragare la copertura e “fissarla”, in modo che non faccia precipitare tutto. La fase progettuale e di ripristino sarà successiva». E, pare, non proprio rapida. (am.p)
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