Reggio Emilia, addio a Romano Prati: raccontò l’Emilia in Tv
Giornalista e storico telecineoperatore reggiano della Rai, è scomparso a 85 anni. Fu tra i primi a documentare la strage alla stazione di Bologna. Lunedì i funerali
REGGIO EMILIA. La bomba alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, la contestazione studentesca, la morte di Lorusso. E poi la strage di Ustica, il terrore dei delitti della Uno Bianca, la contestazione studentesca. Senza dimenticare il grande Bologna di Salvoldi, i derby cestistici tra Virtus e Fortitudo, i collegamenti con Novantesimo minuto, i servizi su quel genio di Enzo Ferrari. Dietro la macchina da presa, sempre un nome e un volto: quello del giornalista e telecineoperatore reggiano, Romano Prati, scomparso ieri (venerdì 27 ottobre) all’età di 85 anni.
Prati era nato a Scandiano nel 1932. Iscritto all’ordine dei giornalisti nel 1965, nel 2005 aveva ricevuto la medaglia d’oro per i 40 anni di permanenza all’albo: una lunga carriera alla Rai di Bologna, al servizio dell’informazione e dei telespettatori, documentando con la sua telecamera i maggiori avvenimenti che hanno caratterizzato la storia emiliana recente, diventandone testimone diretto.
Come per la strage di Bologna. «Fui tra i primi ad arrivare e a rendermi conto che ero davanti ad una tragedia di grandi proporzioni. Rimasi impegnato per 48 ore consecutive e le mie immagini sono state trasmesse in tutto il mondo», ricordò durante una intervista alla Gazzetta nel 2004, in occasione dei cinquant’anni della televisione italiana, di cui Prati è stato indiscusso protagonista. Un anno prima, nel 2003, aveva subito un terribile lutto, con la scomparsa della moglie, Silvia Serri, professoressa di Storia dell’Arte allo Spallanzani.
Un ricordo commosso di Romano Prati è apparso sul sito dell’Ordine regionale dei Giornalisti, a firma del suo amico e collega, Paolo Boccaletti: «Il tuo carattere, poi. Esuberante è dir poco – scrive Boccaletti – Un vulcano in eruzione. Sempre e comunque. Le tue battute risollevavano il morale anche nei momenti più difficili, ma non erano fonte di distrazione, bensì di maggiore impegno e concentrazione. Ti muoveva l’estrema intelligenza e la più totale curiosità. Eri innamorato e inebriato dalla vita, ma tra le mille battute si nascondeva una persona gentilissima, sempre disponibile ed estremamente sensibile. Amante dell’arte e collezionista. Artista e designer tu stesso. Le tue farfalle e i tuoi aquiloni sono tra le cose più belle e preziose che custodirò con grande affetto. Innamorato del linguaggio cinematografico a tutto tondo, cultore della storia e dei luoghi della nostra Reggio Emilia. La tua generosità, poi, nonostante la tenessi gelosamente nascosta, era nota e apprezzata da tutti».
Il funerale di Prati sarà celebrato lunedì 29 ottobre alle 9, partendo dalla camera ardente del Santa Maria, dove si svolgerà la messa. Il corteo proseguirà per il cimitero nuovo di Coviolo, dove avverrà la tumulazione. Non fiori ma offerte alla Fondazione Madonna dell’Uliveto Onlus di Albinea (Iban IT86N0303266130010000007000).
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