Brescello
Avis e Admo unite per trovare donatori di midollo osseo
POVIGLIO. Una serata informativa organizzata per far conoscere l’attività dell’Admo, l’Associazione donatori midollo osseo, alla quale hanno partecipato gli iscritti alle sezioni Avis di Poviglio,...
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POVIGLIO. Una serata informativa organizzata per far conoscere l’attività dell’Admo, l’Associazione donatori midollo osseo, alla quale hanno partecipato gli iscritti alle sezioni Avis di Poviglio, Boretto e Brescello. Questo l’appuntamento che si è svolto nei giorni scorsi all’Avis di Poviglio, in via Ceci, con l’obiettivo di sensibilizzare gli iscritti Avis a farsi promotori della “battaglia” condotta da Admo, sicuramente meno nota ai più ma altrettanto importante: il trapianto di midollo osseo permette infatti di contrastare le più aggressive malattie del sangue, come varie forme di leucemie, i linfomi, le talassemie, le immunodeficienze, i disordini congeniti e alcuni tumori solidi.
La serata è stata condotta dalla dottoressa Federica Biasion, referente sanitario per l’Admo di Reggio Emilia, che ha illustrato le attività dell’associazione, e ha visto l’intervento di una donatrice – che ha vissuto l’esperienza di una donazione a una persona – e di un genitore che ha portato a esempio la storia del figlio, affetto da una malattia rara, che da poco ha effettuato un trapianto di midollo osseo.
Per quanto riguarda la provincia reggiana, attualmente i donatori complessivi iscritti al registro sono 700. Dalla nascita del registro (avvenuta negli anni ‘90) ad oggi i donatori potenziali di midollo osseo di Reggio Emilia sono circa 6700 e circa 40 sono state le donazioni effettive.
Il 4 e 5 novembre dalle 7 alle 10.30 presso la sede Avis di Brescello (punto di raccolta unico per Boretto, Brescello e Poviglio) potranno effettuare il prelievo di iscrizione al registro non solo i donatori avisini – in questo caso basteranno due sole provette di sangue in più prese dalla sacca – ma tutta la cittadinanza. I potenziali donatori devono avere un’età compresa tra i 18 e i 35 anni, un peso corporeo superiore ai 50 chili e una buona condizione di salute generale.
Sul prelievo di midollo è doveroso sfatare un tabù. Oltre alla modalità che prevede il prelievo dal bacino, esiste l’aferesi, ossia un semplice prelievo di sangue da un braccio, che si avvale dell’utilizzo di separatori cellulari: il sangue prelevato da un braccio attraverso un circuito sterile entra in una centrifuga dove la componente cellulare utile al trapianto viene isolata e raccolta in una sacca, mentre il resto viene reinfuso nel braccio opposto. Con entrambe le modalità di raccolta di cellule staminali emopoietiche il donatore non subisce nessuna menomazione. (a.v.)
La serata è stata condotta dalla dottoressa Federica Biasion, referente sanitario per l’Admo di Reggio Emilia, che ha illustrato le attività dell’associazione, e ha visto l’intervento di una donatrice – che ha vissuto l’esperienza di una donazione a una persona – e di un genitore che ha portato a esempio la storia del figlio, affetto da una malattia rara, che da poco ha effettuato un trapianto di midollo osseo.
Per quanto riguarda la provincia reggiana, attualmente i donatori complessivi iscritti al registro sono 700. Dalla nascita del registro (avvenuta negli anni ‘90) ad oggi i donatori potenziali di midollo osseo di Reggio Emilia sono circa 6700 e circa 40 sono state le donazioni effettive.
Il 4 e 5 novembre dalle 7 alle 10.30 presso la sede Avis di Brescello (punto di raccolta unico per Boretto, Brescello e Poviglio) potranno effettuare il prelievo di iscrizione al registro non solo i donatori avisini – in questo caso basteranno due sole provette di sangue in più prese dalla sacca – ma tutta la cittadinanza. I potenziali donatori devono avere un’età compresa tra i 18 e i 35 anni, un peso corporeo superiore ai 50 chili e una buona condizione di salute generale.
Sul prelievo di midollo è doveroso sfatare un tabù. Oltre alla modalità che prevede il prelievo dal bacino, esiste l’aferesi, ossia un semplice prelievo di sangue da un braccio, che si avvale dell’utilizzo di separatori cellulari: il sangue prelevato da un braccio attraverso un circuito sterile entra in una centrifuga dove la componente cellulare utile al trapianto viene isolata e raccolta in una sacca, mentre il resto viene reinfuso nel braccio opposto. Con entrambe le modalità di raccolta di cellule staminali emopoietiche il donatore non subisce nessuna menomazione. (a.v.)
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