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Reggio Emilia: hai perso il caro estinto? Ritrovalo sul web

di Chiara Cabassa
Reggio Emilia: hai perso il caro estinto? Ritrovalo sul web

Sul sito del Comune, la possibilità con un clic di localizzare le tombe nei cimiteri cittadini.  Basta digitare nome e cognome per conoscere la posizione del loculo

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REGGIO EMILIA. Perdere un proprio caro e ritrovarlo su internet. Non è uno slogan. E neppure un’app a pagamento. Si tratta di un servizio online del Comune che consente di cercare e localizzare i defunti presenti nei cimiteri di Reggio Emilia. E se non fosse che il ricordo dei nostri cari scomparsi più o meno recentemente, a maggior ragione in prossimità del giorno a loro dedicato, fa inevitabilmente riemergere dolorosi rimpianti, si potrebbe anche sorridere di fronte alla denominazione del servizio “perdere un proprio caro” che poi, scopriremo, lo potremo ritrovare grazie al web.

Anche perché è chiaro come l’utilità vada ben oltre la cerchia dei cari che ci hanno lasciato in un tempo ragionevolmente recente. Quante volte ci siamo chiesti, andando indietro nel tempo e risalendo con curiosità ad alberi genealogici che si perdono nella notte dei tempi, dove sarà finito quell’antenato di cui abbiamo tanto sentito parlare? Ma anche, chi almeno una volta non si è chiesto dove sarà seppellito quell’amico o quell’amica di cui abbiamo perso le tracce fagocitati da una quotidianità convulsa?

Lo screenshot del servizio

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Trova il defunto: ecco il servizio del Comune di Reggio Emilia

COME FUNZIONA. Siamo sul sito del Comune nella pagina dedicata ai servizi funebri e, in particolare, al servizio “perdere un proprio caro”: qui abbiamo davanti la mappa con i 27 cimiteri di Reggio Emilia e, tra i vari link, dobbiamo cliccare su “ricerca e localizzazione defunti”. A questo punto siamo davanti a una finestra interattiva: basta inserire cognome e nome del defunto che cerchiamo e fare clic su “applica”. Ci appariranno immediatamente i risultati: il cimitero in cui si trova (che può essere localizzato sulla mappa con un altro clic) ma anche il numero del “manufatto” dove è seppellito o dove ne sono custodite le ceneri: cliccando sul numero del manufatto potremo addirittura sapere quali sono i suoi “vicini” ovvero avere l’elenco dei defunti presenti nella stessa area. Il cadavere è stato estratto dal feretro dove era tumulato per essere ridotto in resti e depositato in cellette ossario? Anche questo è messo nero su bianco. Con un database impressionante: sono oltre 99mila i morti “catalogati” su questo sito. E con un aggiornamento che avviene quasi in tempo reale. Certo, la poesia è un’altra cosa, ma per quella c’è sempre l’’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters se vogliamo sollevarci dalla terrenità.



REGGIANI ILLUSTRI. Tornando invece al servizio offerto dal sito del Comune, non è da sottovalutare il valore storico di un database che ci permette, per necessità o curiosità, anche di scoprire dove riposano i grandi reggiani. Prendiamone tre: Romolo Valli, Pietro Manodori, Camillo Prampolini. Vogliamo portare un fiore sulla tomba dell’indimenticabile attore a cui è intitolato il nostro teatro? Basta fare un salto al Monumentale, sotto l’Arco, zona porticato monastero suburbano, numero 0004A. Una visita a Camillo Prampolini? I suoi resti sono conservati sempre al Monumentale, sotto l’Arco, zona porticato monastero suburbano, numero 0063A. Per quanto riguarda Pietro Manodori, i suoi resti sono custoditi allo stesso Monumentale, sotto l’Arco, zona porticato monastero suburbano, numero 003A.

Impossibile scomparire anche nell’aldilà, verrebbe da dire, dal momento che il diritto della privacy esclude, al momento, la categoria dei morti. E nell’era del digitale persino le vicende di un certo “Mattia Pascal” potrebbero non avere il diritto all’oblio.


 

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