«Dobbiamo fermare l’avanzata fascista»
L’Anpi ieri in piazza per l’iniziativa contro l’intenzione dell’estrema destra di commemorare la marcia su Roma del ’22
2 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA. «Vogliamo fermare questa ondata che si manifesta in tutta Italia di fascismo risorgente». La Resistenza sono ancora loro, quei partigiani che hanno liberato l’Italia dall’occupazione nazi-fascista. E che ieri sono tornati nelle piazze italiane in occasione dell’iniziativa “L’antifascismo in marcia”: un’iniziativa di protesta contro l’anniversario della marcia su Roma del 28 ottobre 1922, una data che l’estrema destra – capitanata da Forza Nuova – avrebbe voluto commemorare con una manifestazione poi vietata dalla Questura capitolina. Di qui i presidi e la mobilitazione dell’Anpi in tutta Italia, compresa Reggio Emilia, città medaglia d’oro al valor militare della Resistenza, dove i partigiani si sono ritrovati con un banchetto in piazza Prampolini, dal lato del Battistero.
«Vogliamo fermare questa ondata che si manifesta in tutta Italia di fascismo risorgente», afferma Giglio Mazzi, partigiano della 37esima Brigata GAP “Vittorio Santini”, conosciuto con i nomi di battaglia “Febo” e “Alì”.
«Non vorrei chiamarlo fascismo - aggiunge – Siamo di fronte a dei nostalgici che non hanno mai letto che cosa ha fatto il fascismo in Italia: se lo avessero letto una volta, con tutti i crimini che hanno commesso, non sarebbero più nostalgici». Per Mazzi, l’idea di commemorare la marcia su Roma sarebbe inaccettabile in qualsiasi altro Paese, compresa quella Germania dal terribile passato nazista, contro la quale i partigiani hanno combattuto in nome della Liberazione: «I tedeschi adesso non permetterebbero mai manifestazioni di questo tipo», aggiunge. E, di fronte ad un revisionismo storico che tende a rileggere le gesta della Resistenza, il partigiano Alì vuole mettere anche qualche punto fermo. A cominciare da una risposta a quanti considerano la Resistenza un periodo in cui in Italia si stava combattendo una guerra civile: «In quel periodo è stato tutto molto particolare – spiega – eravamo stati invasi dai tedeschi e il nostro primo obiettivo era quello di buttare i tedeschi dall’Italia. Se poi durante questa nostra lotta contro i tedeschi, c’è stato un esercito fatto da Mussolini, servo dell’invasore, dopo essere stato liberato dal Gran Sasso d’Italia, noi non potevano non sparare anche addosso ai fascisti. I partigiani hanno fatto una lotta di Liberazione, non di guerra civile come dice qualcuno adesso. Le guerre civili scoppiano in Paesi dove c’è la pace, noi eravamo un Paese invaso».
GUARDA IL VIDEO E COMMENTAwww.gazzettadireggio.it
«Vogliamo fermare questa ondata che si manifesta in tutta Italia di fascismo risorgente», afferma Giglio Mazzi, partigiano della 37esima Brigata GAP “Vittorio Santini”, conosciuto con i nomi di battaglia “Febo” e “Alì”.
«Non vorrei chiamarlo fascismo - aggiunge – Siamo di fronte a dei nostalgici che non hanno mai letto che cosa ha fatto il fascismo in Italia: se lo avessero letto una volta, con tutti i crimini che hanno commesso, non sarebbero più nostalgici». Per Mazzi, l’idea di commemorare la marcia su Roma sarebbe inaccettabile in qualsiasi altro Paese, compresa quella Germania dal terribile passato nazista, contro la quale i partigiani hanno combattuto in nome della Liberazione: «I tedeschi adesso non permetterebbero mai manifestazioni di questo tipo», aggiunge. E, di fronte ad un revisionismo storico che tende a rileggere le gesta della Resistenza, il partigiano Alì vuole mettere anche qualche punto fermo. A cominciare da una risposta a quanti considerano la Resistenza un periodo in cui in Italia si stava combattendo una guerra civile: «In quel periodo è stato tutto molto particolare – spiega – eravamo stati invasi dai tedeschi e il nostro primo obiettivo era quello di buttare i tedeschi dall’Italia. Se poi durante questa nostra lotta contro i tedeschi, c’è stato un esercito fatto da Mussolini, servo dell’invasore, dopo essere stato liberato dal Gran Sasso d’Italia, noi non potevano non sparare anche addosso ai fascisti. I partigiani hanno fatto una lotta di Liberazione, non di guerra civile come dice qualcuno adesso. Le guerre civili scoppiano in Paesi dove c’è la pace, noi eravamo un Paese invaso».
GUARDA IL VIDEO E COMMENTAwww.gazzettadireggio.it
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
