L’esorcista di Rubiera: ''Halloween festa satanica: tenete a casa i vostri bambini''
Don Macchioni contro la ricorrenza: ''Non fate festeggiare i vostri figli, danzerebbero per il Gran Cornuto»
REGGIO EMILIA. Halloween non è solo occasione per mascherarsi, intagliare delle zucche e ballare tutta la notte in discoteca. Dietro la celebre ricorrenza di origini celtiche si cela in realtà qualcosa di molto più pericoloso: il demonio.
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E a dirlo è don Ermes Macchioni, collaboratore presso l’unità pastorale di Rubiera e soprattutto, dal 2008, incaricato per il ministero di esorcista nella diocesi di Reggio Emilia su nomina dell’allora vescovo Caprioli. Allievo di padre Amorth – figura di riferimento internazionale in questa difficile e delicata pratica religiosa – Macchioni è sacerdote dal 1975 e studioso di esoterismo ed esorcismo dal 1990, ovvero da quasi trent’anni.
Il parroco/esorcista non è la prima volta che si schiera contro la ricorrenza importata dagli Stati Uniti e sabato è tornato nuovamente ad attaccare Halloween con la volontà di salvare centinaia di anime reggiane. Dalle pagine online de “La Libertà”, il settimanale ufficiale cattolico reggiano, Macchioni scrive un lungo editoriale dal titolo «Non contro Halloween (ognuno è libero di fare come crede), ma contro l’incoerenza dei battezzati».
E già l’incipit è più che eloquente: «La magia di Halloween – comincia il prete – è ben di più. Non solo un fatto sociologico ma un evento spirituale partecipando al quale, anche solo passivamente, cioè per moda, si commetterebbe un peccato d’idolatria. Poiché si renderebbe comunque un’adorazione implicita a satana, aderendo alla festa magica di quella notte. Noi battezzati amiamo e teniamo dentro un altro tipo di Speranza, che sgorga come Sorgente perenne da un Sepolcro trovato vuoto, in un’alba di splendore accecante, l’Alba Pasquale».
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L’esorcista prosegue parlando poi di «operatori dell’occulto» che, nella notte del 31 ottobre, tentano di confondere la speranza cristiana con quella pagana, distogliendo i fedeli dalla retta via. E a riprova di ciò c’è un vero e proprio corollario, con tanto di istruzioni per l’uso.
«Nelle indicazioni per allestire il posto dove vivere il rituale della vigilia di Halloween – scrive ancora il sacerdote nel suo commento – si parla di “decorare e drappeggiare”, di “canti, musiche, recitativi… che si ispirino tutti alla morte, agli spiriti, ai fantasmi e alla magia, anche se non devono essere privi di toni di conforto e piacevolezza”».
Non solo, prosegue Macchioni citando le antiche indicazioni per celebrare la festa: «Sull’altare va collocato, fra gli strumenti necessari, anche un elmo cornuto o qualcosa che bene rappresenti questo concetto. Chi rappresenta codesto elmo cornuto? Ecco poi la preghiera: “Con questo, nella santa vigilia di Samhain, ti concedo il dominio e il potere, o Grande Cornuto, Dio dei regni tenebrosi”.
Sorprendente è ancora questa catechesi al contrario: “La vigilia di Ognissanti i defunti uscivano dai sepolcri, per tornare ancora una volta con gli amici di un tempo a godere il tepore, il conforto e la gioia dell’amicizia. Che tutti quanti siano felici felici e colmi di gioia. Danziamo dunque e stiamo felici per tutti i nostri fratelli che hanno già varcato la soglia… proprio come accade oggi”».
Ed ecco, infine, l’invito alle famiglie reggiane per non cadere nelle braccia del demonio: «Tenete a casa i vostri figli quella notte, perché, anche senza volerlo e a loro insaputa, gioirebbero e danzerebbero per il Grande Cornuto, che appunto è… un cornuto, e che non può salvarli. Portateli in chiesa l’indomani, Giorno dei Santi… per essere abbracciati da essi, e custoditi da queste frottole spirituali e di moda, che purtroppo non sono mai innocue. Anche se non si vorrebbe».
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