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«Rifiuti per guadagnare sulla nostra pelle»

«Rifiuti per guadagnare sulla nostra pelle»

Carpineti, i comitati: no agli 800mila metri cubi di rifiuti speciali a Poiatica, anche da altre regioni

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CARPINETI. «Discarica di Poiatica, ora siamo alla resa dei conti. I rifiuti urbani sono storia, gli speciali il presente e futuro per il business dello smaltimento». Il comitato “Fermare la discarica” richiama alla vigilanza sul futuro del sito di conferimento rifiuti gestito da Iren, chiuso da oltre 2 anni. Il tema resta quello delle procedure per chiudere l’enorme buco presente nella zona e mettere in sicurezza sul lungo periodo tutta l’area. Il timore è che si scelga la soluzione economicamente più vantaggiosa: riempire la voragine con i rifiuti speciali, anziché con inerti naturali. Si parla di oltre 800mila metri cubi. Nel 2016 la Regione ha affidato all’Università di Bologna uno studio sul percorso di “fine vita” della discarica; questo documento, per mesi al centro di polemiche, espone le varie soluzioni possibili per riempire l’area instabile, e indica come strada economicamente più vantaggiosa l’utilizzo di vari rifiuti speciali: prodotti comunque da smaltire, e il gestore, per usarli, otterrebbe un guadagno. Diverso il discorso se si puntasse sul percorso più “naturale”, con terra e argilla. «Lo scorso 16 ottobre la giunta regionale ha approvato una delibera in materia di rifiuti. Dallo scorso 2016 siamo in attesa di sapere quali conclusioni abbia tratto la giunta dal progetto» universitario, ricordano gli esponenti del comitato. In questo periodo, sostengono, «è emerso l’ovvio interesse e la propensione di Iren e buona parte della politica» per i rifiuti sociale. Ipotesi invece seccamente rifiutata dal comitato: «Un riempimento con rifiuti sancirebbe di fatto una riapertura senza termine del sito, con ulteriore immenso danno alle nostre comunità. Una montagna trasformata di nuovo a immondezzaio. No grazie, abbiamo già trasportato la nostra croce per 20 anni». E ancora: «Chi parla di rifiuti speciali lo fa per guadagnare sulla nostra pelle». La recente delibera regionale non lascia tranquilla: «Parla di una riduzione di rifiuti urbani per l'anno 2017. Attenzione però. C’è una differenza sostanziale tra rifiuti urbani, che sono in sostanza il vecchio rifiuto tal quale in via di estinzione (perché da direttiva europea non può più essere smaltito) e rifiuti speciali (quelli trattati), ai quali Iren, Regione e Atersir guardano con interesse per il riempimento dell’invaso di Poiatica. Fatta la delibera, trovato l’inganno». Perché «molto probabilmente i rifiuti speciali aumenteranno nei prossimi anni e ci sarà bisogno di nuovi impianti e ampliamenti di discariche». E nel caso si aprisse a questi materiali, le “forniture” non mancherebbero: «Arriveranno anche da Liguria (grazie all’accordo tra le due regioni stipulato lo scorso agosto, attraverso una delibera sempre sottoscritta in periodo vacanziero, guarda un po’). Ma arriveranno anche da altre regioni, in quanto i rifiuti speciali sono soggetti a libero mercato». (adr.ar.)

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