Sesto San Giovanni via dall’Istituto Cervi
Il Comune milanese, per la prima volta guidato dal centrodestra, ha deciso di non essere più socio
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REGGIO EMILIA . Anpi e Aned di Sesto San Giovanni (Milano) chiedono alla Giunta di non far recedere il Comune da socio ordinario a socio sostenitore dell'istituto Alcide Cervi, come stabilito lo scorso 25 ottobre. All’istituto reggiano di Gattatico fondato nel 1972 – cui possono aderire come soci ordinari tutti gli enti pubblici, le organizzazioni e le associazioni a carattere sindacale, professionale e di volontariato, che ne condividano e facciano propri i principi, i valori e gli obiettivi – aderiscono 85 comuni in tutta Italia. Riconosciuto dalla Presidenza della Repubblica come luogo di valenza nazionale, si occupa di memoria antifascista a più livelli: didattico, editoriale, progettuale e divulgativo.
«Il motivo per cui dopo tanti anni, il sindaco Di Stefano e la sua Giunta hanno deciso che il nostro Comune non debba più sostenere le attività di un Istituto così importante e così significativo da essere diventato un simbolo democratico e popolare in tutta Italia – scrivono Giuseppe Valota di Aned e Lina Calvi per Anpi – sembra essere che l'adesione non produce benefici». Di qui la richiesta Comune dell’hinterland milanese, guidato da Di Stefano, primo sindaco di Sesto San Giovanni del centrodestra dal dopoguerra ad oggi: «Chiediamo alla Giunta di retrocedere dalla decisione assunta perché esiste comunque una profonda e prima motivazione che giustifica l'adesione del Comune di Sesto San Giovanni come socio sostenitore: 570 deportati e 340 vittime cittadine torturate e uccise dai nazifascisti».
Se questo non dovesse accadere, Anpi e Aned – che a 95 anni esatti di distanza dalla Marcia fascista su Roma del 28 ottobre 1922, sono state impegnate in un “viaggio nella democrazia” nei luoghi simbolo dell'antifascismo sestese – chiederanno ai cittadini di partecipare alla raccolta fondi dei 700 euro annuali necessari a rinnovare l'adesione all'Istituto Cervi come Associazioni di memoria.
«Il motivo per cui dopo tanti anni, il sindaco Di Stefano e la sua Giunta hanno deciso che il nostro Comune non debba più sostenere le attività di un Istituto così importante e così significativo da essere diventato un simbolo democratico e popolare in tutta Italia – scrivono Giuseppe Valota di Aned e Lina Calvi per Anpi – sembra essere che l'adesione non produce benefici». Di qui la richiesta Comune dell’hinterland milanese, guidato da Di Stefano, primo sindaco di Sesto San Giovanni del centrodestra dal dopoguerra ad oggi: «Chiediamo alla Giunta di retrocedere dalla decisione assunta perché esiste comunque una profonda e prima motivazione che giustifica l'adesione del Comune di Sesto San Giovanni come socio sostenitore: 570 deportati e 340 vittime cittadine torturate e uccise dai nazifascisti».
Se questo non dovesse accadere, Anpi e Aned – che a 95 anni esatti di distanza dalla Marcia fascista su Roma del 28 ottobre 1922, sono state impegnate in un “viaggio nella democrazia” nei luoghi simbolo dell'antifascismo sestese – chiederanno ai cittadini di partecipare alla raccolta fondi dei 700 euro annuali necessari a rinnovare l'adesione all'Istituto Cervi come Associazioni di memoria.
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