«Vogliamo il contratto» Nuovo sciopero alla Cobo
Cadelbosco, continua la protesta dei lavoratori: ieri il blocco degli straordinari Venerdì stop alla produzione con l’astensione per un’ora alternata fra i reparti
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CADELBOSCO SOPRA. «Vogliamo il contratto». Così era scritto sullo striscione esposto dai lavoratori della Cobo divisione Mt di via Tasso che da circa quattro mesi sono in stato di agitazione per chiedere il rinnovo del contratto integrativo aziendale scaduto nel 2016. Ieri i lavoratori sono tornati ad incrociare le braccia con uno sciopero articolato durato per l’intera giornata. Un’azione di lotta non semplice che consisteva in un’astensione dal lavoro per un’ora ma suddivisa tra i vari reparti.
In pratica, quando il primo gruppo di lavoratori rientrava in fabbrica dopo l’ora di sciopero usciva un altro gruppo di operai di un altro reparto.
«Non è stato facile organizzare i lavoratori per lo sciopero articolato con modalità diverse dalle precedenti. Dobbiamo tuttavia sottolineare la grande compattezza e partecipazione dei lavoratori – hanno spiegato Ciro d’Alessio della Fiom Cgil e Mauro Accorsi dei Cobas –. Venerdì c’è stato lo sciopero articolato, oggi (ieri per chi legge, ndr) altro sciopero con blocco degli straordinari».
Ma a che punto è la trattativa tra sindacato ed azienda sul rinnovo del contratto?
«Purtroppo la vertenza non si è ancora sbloccata. L’azienda ci ha imposto il diktat “prendere o lasciare” – hanno detto i rappresentanti dei lavoratori D’Alessio ed Accorsi –. Per noi questa imposizione è inaccettabile. Così abbiamo deciso di comune accordo con gli operai di alzare ulteriormente il livello della nostra azione di lotta con scioperi articolati. Siamo sempre disponibili al dialogo qualora l’azienda dovesse tornare al tavolo della trattativa. Per ora è solo un braccio di ferro».
I lavoratori della Cobo divisione Mt, chiedono un adeguamento salariale riferito all'importo massimo del premio di risultato del 2015, anziché aggiornato al 2018, a fronte dell'ottima performance del gruppo con sede a Leno (Brescia) che ha chiuso il 2016 con 185 milioni di euro di ricavi e un risultato netto di oltre 2 milioni di euro. (m.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
In pratica, quando il primo gruppo di lavoratori rientrava in fabbrica dopo l’ora di sciopero usciva un altro gruppo di operai di un altro reparto.
«Non è stato facile organizzare i lavoratori per lo sciopero articolato con modalità diverse dalle precedenti. Dobbiamo tuttavia sottolineare la grande compattezza e partecipazione dei lavoratori – hanno spiegato Ciro d’Alessio della Fiom Cgil e Mauro Accorsi dei Cobas –. Venerdì c’è stato lo sciopero articolato, oggi (ieri per chi legge, ndr) altro sciopero con blocco degli straordinari».
Ma a che punto è la trattativa tra sindacato ed azienda sul rinnovo del contratto?
«Purtroppo la vertenza non si è ancora sbloccata. L’azienda ci ha imposto il diktat “prendere o lasciare” – hanno detto i rappresentanti dei lavoratori D’Alessio ed Accorsi –. Per noi questa imposizione è inaccettabile. Così abbiamo deciso di comune accordo con gli operai di alzare ulteriormente il livello della nostra azione di lotta con scioperi articolati. Siamo sempre disponibili al dialogo qualora l’azienda dovesse tornare al tavolo della trattativa. Per ora è solo un braccio di ferro».
I lavoratori della Cobo divisione Mt, chiedono un adeguamento salariale riferito all'importo massimo del premio di risultato del 2015, anziché aggiornato al 2018, a fronte dell'ottima performance del gruppo con sede a Leno (Brescia) che ha chiuso il 2016 con 185 milioni di euro di ricavi e un risultato netto di oltre 2 milioni di euro. (m.p.)
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