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Gettatto nel Crostolo, caccia al rapinatore

Gettatto nel Crostolo, caccia al rapinatore

Avviati gli accertamenti sul racconto dell’imprenditore aggredito nella notte. Al vaglio i sistemi di videosorveglianza 

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REGGIO EMILIA. In casi del genere, le indagini scattano d’ufficio. E il reato ipotizzato è rapina. È caccia al misterioso aggressore che, nella notte tra venerdì e sabato, ha rapinato, picchiato e gettato nel Crostolo un imprenditore reggiano di circa sessant’anni, che ha trascorso diverse ore nell’alveo del torrente prima di riuscire a risalire in strada e tornare nella sua abitazione.

Un episodio raccontato sabato pomeriggio alle forze dell’ordine dalla stessa vittima della rapina, che insieme ai carabinieri è poi tornato sul luogo dell’aggressione per recuperare la sua giacca. L’aggressione si è verificata nella notte in via Costituzione, sul Lungo Crostolo, mentre l’uomo stava rincasando in bicicletta. È qui che, improvvisamente, è stato aggredito alle spalle da uno sconosciuto, che dopo averlo picchiato lo ha rapinato e gettato nel torrente.

Alla vittima è stata strappata la bicicletta, gli è stato preso il portafoglio e, soprattutto, durante questi concitati momenti è stato colpito al volto con numerosi pugni: una brutalità che ha lasciato segni evidenti addosso all’uomo, che quando il pomeriggio successivo si è rivolto alle forze dell’ordine aveva il volto ancora tumefatto, pieno di lividi. Dopo i pugni, l’imprenditore è stato poi gettato nell’alveo del Crostolo, dove è rimasto dolorante per ore. Non vedendolo rincasare, i familiari lo avevano cercato ripetutamente sul telefono cellulare, che però era rimasto a casa. Così l’imprenditore ha dovuto cavarsela da solo. Per risalire l’argine del Crostolo ha impiegato un paio di ore, anche perché le sponde sono state da poco pulite e, quasi completamente prive di vegetazione, non lasciavano all’uomo punti ai quali potesse appigliarsi. La vittima, con grande fatica, è poi tornata a casa nel cuore della notte.

L’allarme ai carabinieri è scattato soltanto molte ore dopo, verso le 18 di sabato pomeriggio, quando l’imprenditore ancora visibilmente sotto choc ha telefonato ai militari. L’imprenditore è quindi tornato sul luogo dell’aggressione, con la moglie e le forze dell’ordine, chiedendo aiuto anche per recuperare la giacca, che era ancora nell’alveo del Crostolo dalla notte precedente.

A quel punto è emersa la vicenda dell’aggressione a scopo di rapina. I carabinieri che hanno raccolto la drammatica testimonianza hanno subito avviato alcuni accertamenti preliminari, cominciando anche a cercare indizi nei sistemi di videosorveglianza della zona e in eventuali testimoni che potrebbero aver visto qualcosa. Da quel momento, avviando verifiche e riscontri sul racconto della vittima, è scattata anche la caccia all’uomo, alla ricerca del rapinatore di cui tuttavia si sono perse le tracce.

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