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Sono 65.292 gli stranieri residenti in provincia di Reggio Emilia

di Luciano Salsi
Sono 65.292 gli stranieri residenti in provincia di Reggio Emilia

Rappresentano il 12,3% della popolazione complessiva. Le donne sono il 52,3%.  Permessi di lungo soggiorno a quota 75,2% contro la media regionale del 68,3% 

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REGGIO EMILIA. Aggirandosi per le strade della città, soprattutto nei pressi della vecchia stazione ferroviaria e della porta di Santa Croce, si stenta a credere che il numero degli stranieri sia calato. La loro crescente presenza è impressionante.

La nostra provincia continua ad ospitarne una quota di residenti (12,3%) molto superiore alla media nazionale (8,3%) e più alta anche rispetto alla media dell'Emilia-Romagna (11,9%), la regione italiana che ne detiene la maggiore concentrazione. Eppure, secondo le cifre ufficiali, nel 2016 la popolazione straniera qui è diminuita del 3,6%, mentre nell'insieme delle province emiliano romagnole è calata solo dello 0,8% e nell'Italia intera è addirittura aumentata di oltre 150mila unità, pari quasi al 3% in più rispetto al totale di 5 milioni e 384mila.

I DUBBI. L'arcano si spiega anche con il fatto che molti richiedenti asilo, sbarcati negli ultimi anni sulle coste della Sicilia e del Meridione, non sono annoverati fra i residenti e, quindi, sfuggono alle rilevazioni anagrafiche benchè alloggino un po' ovunque, principalmente nelle città accoglienti come la nostra.

Lo sottolineano gli estensori del Dossier statistico immigrazione redatto dal Centro studi e ricerche Idos, che è stato presentato la settimana scorsa a Roma dal presidente onorario Franco Pittau con i dati sintetici e analitici relativi all'intera penisola: «L'archivio dei permessi di soggiorno – spiegano – nel 2016 ne attesta 206.866 in più, costituiti soprattutto da nuovi arrivati, ancora in attesa di essere registrati come residenti».

Bastano comunque i numeri dei regolarizzati elencati nelle pagine del Dossier relative all'Emilia-Romagna per fare emergere l'importanza che il fenomeno dell'immigrazione assume nel territorio reggiano. Nella nostra provincia, secondo gli ultimi consuntivi, risiedono 65.292 stranieri, di cui il 52,35% donne e 1.032 i nuovi nati. La loro incidenza sulla popolazione complessiva (12,3%) è superata solamente da Piacenza (14%), Parma (13,7%) e Modena (12,9%). La diminuzione nell'ultimo anno dipende soprattutto dalle naturalizzazioni, che possono essere riconosciute ai cittadini comunitari dopo quattro anni di residenza e agli extracomunitari dopo almeno dieci anni.

LA CITTADINANZA. Reggio, avendo incominciato ad accogliere immigrati prima che in gran parte dell'Italia, si è trovata precocemente nelle condizioni di concedere loro la cittadinanza italiana. L'anno scorso l'hanno acquisita 4.491 stranieri, il 6,9% di quelli che risiedono nella nostra provincia. La nostra è la percentuale più alta dell'intera regione, che tuttavia mostra la stessa dinamica evidenziando una media di naturalizzazioni, 4,8%, tale da ribaltare, apparentemente, il trend demografico.

«Quella che può sembrare un'inversione di tendenza – avverte il Dossier – è però soprattutto dovuta alle 25.270 acquisizioni della cittadinanza italiana che si sono registrate in regione nel 2016 e che hanno avuto come conseguenza la cancellazione di altrettante posizioni dall'anagrafe degli stranieri residenti. Negli ultimi anni il numero delle acquisizioni è infatti risultato in continua crescita: dal 2008 al 2016 è aumentato di circa il 300%, per un totale di 114.850 stranieri divenuti cittadini italiani».

IL SALDO. Questa analisi è confermata dal saldo migratorio, che continua invece ad essere assolutamente positivo. L'anno scorso gli uffici anagrafici dell'Emilia-Romagna hanno registrato 24.695 iscrizioni di persone provenienti dall'estero contro 4.143 cancellazioni.

Nella nostra provincia se ne sono contate, rispettivamente, 3.033 e 558, compresi i giovani italiani che sempre più spesso espatriano. Attualmente, infatti, sono ben 183.864 i cittadini della nostra regione residenti all'estero, di cui 13.789 emigrati l'anno scorso, quattromila in più rispetto al 2015. Gli immigrati stranieri sono per la metà (266mila su 529mila) provenienti dall'Europa. A Reggio, però, fra i colori dell'arcobaleno prevalgono tonalità più scure.

La nostra provincia ha le più alte percentuali di asiatici (il 30,4%) e africani (28,4%) rispetto agli europei (38,5%). È al primo posto in Emilia-Romagna per la presenza di cinesi (8,9%) e indiani (8,7%). In generale detiene la quota più alta di soggiornanti extracomunitari, che sono 61.605, appena quattromila in meno rispetto al totale degli stranieri residenti.


PERMESSI. Inoltre le spetta il primato dei permessi di lungo soggiorno, che sono il 75,2% contro una media regionale del 68,3%. Solamente il 10% di tali permessi, a Reggio, è accordato per motivi umanitari, contro il 41,3% per lavoro e il 46,8% per ricongiungimento familiare. E' una dimostrazione della tenuta dell'economia reggiana, che malgrado la crisi continua ad offrire opportunità d'impiego a tanti immigrati italiani e stranieri. La nostra è, con Modena, la provincia che conta la maggiore percentuale di occupati nati all'estero e primeggia per la loro concentrazione nel settore industriale (37,7%). In totale ne ha 40.294. Bologna, con una popolazione doppia, è al terzo posto.

LA CRISI. «In tutti e tre i territori – osserva il Dossier – il loro numero risulta in calo. Questi dati indicano il perdurare della crisi, che colpisce anche i lavoratori stranieri. In parte, però, testimoniano il passaggio di molti immigrati dal lavoro dipendente a quello autonomo.

In Emilia-Romagna le imprese gestite a titolo individuale o a maggioranza da imprenditori nati all'estero crescono nel 2016 del 3% (del 17,9% dal 2012 al 2016) a fronte di un calo delle imprese autoctone dello 0,5%. Complessivamente le aziende condotte da immigrati sono 50.251, pari al 10,9%". In ogni caso la recessione ha colpito maggiormente gli italiani. Tra gli occupati, infatti, la percentuale degli stranieri è salita al 19,5%, il valore più alto degli ultimi dieci difficili anni.

È una quota molto superiore alla loro incidenza sulla popolazione complessiva (11,9%) e sostanzialmente sottostimata. Il rapporto, infatti, fa notare che i giovani lavoratori stranieri nati in Italia sono classificati dall'Inail come italiani, sulla base del loro codice fiscale.

Nonostante l'età media molto inferiore a quella degli italiani gli extracomunitari hanno visto crescere notevolmente l'erogazione di pensioni a loro favore, dalle 4534 del 2014 alle 5376 del 2016. Le pensioni assistenziali, pagate a disabili e anziani non comunitari senza il versamento di contributi, sono ancora più numerose, in aumento dalle 6031 del 2014 alle 7444 del 2016.


 

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