Tramonti rossissimi nel cielo di Reggio Emilia? Causati dai roghi
Gli esperti di 3bmeteo.com chiariscono i motivi dello spettacolo di domenica: «Fra le origini gli incendi in Piemonte»
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REGGIO EMILIA. Colori mozzafiato, con il cielo che assomigliava ad un vero e proprio dipinto: Reggio Emilia e gran parte d’Italia, in particolare le regioni Nord-occidentali, hanno avuto la fortuna di assistere, nella serata di domenica, a uno dei tramonti più affascinanti degli ultimi anni. Un evento eccezionale per bellezza ma anche per diffusione, che ha una sua spiegazione. Un insieme di motivazioni dettate dal meteo, dalle nuvole e sembra anche dagli incendi che, drammaticamente, in questi giorni stanno devastando il Piemonte.
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«La causa principale – spiegano infatti i meteorologi di 3bmeteo.com – è rappresentata dalle cosiddette nubi lenticolari. Si tratta di particolari formazioni nuvolose, così chiamate perchè assomigliano ad una lente, che vanno a svilupparsi alle quote medio-alte in presenza di una discreta dose di umidità, unita ad una vivace ventilazione».
L'arco alpino, in questo contesto, precisano i meteorologi, «ci mette lo zampino in quanto determina l’instaurarsi di onde orografiche sottovento alla catena montuosa. Ed è proprio in corrispondenza di queste onde orografiche che si sviluppano le nubi lenticolari, le quali – come molti di noi hanno potuto osservare – presentavano delle striature “ondulate”».
I fenomeni di rifrazione e diffusione – tipici di ogni tramonto – hanno poi, secondo gli esperti di 3bmeteo.com, completato l’opera «restituendoci colori davvero suggestivi, resi a loro volta ancora più “corposi” proprio dalle particolari formazioni nuvolose presenti in quegli istanti. In questo contesto, una possibile concausa da non escludere – ad ora è solo un’ipotesi che dovrà essere confermata scientificamente – è rappresentata dal pulviscolo presente alle alte quote troposferiche, fra gli 8.000 e i 12.000 metri di altezza, «sopraggiunto in seguito a trasporti ad ampio raggio e forse solo in parte riconducibile agli incendi tuttora presenti su alcune aree tra Piemonte e Lombardia».
Infine, concludono i meteorologi di 3bmeteo.com, «dal nostro punto di vista l’inquinamento atmosferico non ha invece giocato un ruolo da protagonista: esso va a caratterizzare i bassi strati troposferici, ben al di sotto delle quote lungo le quali si sono generate le nubi lenticolari». Sta di fatto che domenica centinaia di reggiani sono rimasti, meravigliati, col naso all’insù.
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