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Auto incendiata, il caso in Parlamento

Auto incendiata, il caso in Parlamento

REGGIO EMILIA . Come aveva annunciato, il M5s chiede spiegazioni al ministero dell’Interno sulla vicenda di Reggio Emilia con protagonista l'imprenditore cutrese Francesco Ranieri, a cui qualche...

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REGGIO EMILIA . Come aveva annunciato, il M5s chiede spiegazioni al ministero dell’Interno sulla vicenda di Reggio Emilia con protagonista l'imprenditore cutrese Francesco Ranieri, a cui qualche settimana fa è stata bruciata l’auto nella frazione di San Prospero Strinati. Con un'interrogazione parlamentare depositata venerdì alla Camera - prime firmatarie le deputate Giulia Sarti e Maria Edera Spadoni – i 5 stelle chiedono in particolare perché alla ditta Ranieri costruzioni sas, oggi sottoposta a procedura fallimentare, venne concesso nel novembre 2015 di entrare nella Whitelist del Comune di Reggio Emilia nonostante, come emerso nell'udienza dell'11 aprile del processo Aemilia, nel maggio 2015 la questura di Reggio avesse negato il porto d'armi al calabrese per «frequentazioni di persone di dubbia moralità».

Non solo. Sarti e Spadoni evidenziano anche come Ranieri, insieme all'imputato in Aemilia Pasquale Brescia, risulta tra i soci fondatori il 17 marzo 2012 dell'associazione sportiva Circolo ippico Western Ranch, il maneggio abusivo sequestrato a Brescia dopo il suo arresto. A confermare i legami tra Rainieri e Brescia, infine, nell'interrogazione si segnala il fatto che a casa dell’imputato di Aemilia risulterebbero essere state trovate fatture della Ranieri costruzioni. In relazione a tutto questo, si chiede quindi «di quali elementi disponga il ministro interrogato».

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