Città verdi, Reggio Emilia è 14esima in Italia
di Luciano Salsi
È il dato che emerge dal rapporto di Legambiente e Ambiente Italia sui capoluoghi. Ma siamo primi per le piste ciclabili
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REGGIO EMILIA. Il primato nelle piste ciclabili, l’efficienza degli acquedotti, la raccolta differenziata dei rifiuti, l’ampiezza delle aree pedonali e lo sfruttamento delle energie rinnovabili fanno da sempre di Reggio Emilia una delle città più verdi d’Italia. Eppure il rapporto “Ecosistema urbano”, che da parecchi anni viene redatto da Legambiente e Ambiente Italia sulla base di sedici indicatori della qualità ambientale, non sempre ci ha dato questo riconoscimento.
Il ventiquattresimo rapporto, a cui Il Sole 24 Ore ha dedicato ieri un ampio servizio, colloca sensatamente Reggio al 14esimo posto nella classifica generale dei 104 capoluoghi di provincia, ma l’anno scorso eravamo soltanto in una posizione decisamente mediocre, la 44esima. Nessun cittadino attento e consapevole può pensare che nel giro di un anno la situazione sia così decisamente cambiata. Se poi si osservano le sedici tabelle nelle quali lo studio riporta i dati analitici, ci si accorge che le variazioni, negli ultimi anni, sono state quasi insignificanti. Tant’è che ci siamo ritrovati quasi sempre nella parte alta della classifica generale, spesso nella top ten: al 19esimo posto nel 2015, al sesto nel 2013 e 2012, al quarto nel 2011, al 18esimo nel 2010. Le uniche eccezioni sono il 2016 e il 2104, due anni accomunati dalla 44esima posizione.
«Queste anomalie – spiega Massimo Becchi, presidente provinciale di Legambiente – sono dovute agli scarti minimi fra una provincia e l’altra. Le differenze sono così ridotte che una variazione molto modesta può determinare, da un anno all’altro, la salita o la discesa di molti gradini». È illuminante, a tale riguardo, il confronto fra il rapporto del 2017 e quello del 2016, che presenta molti salti repentini. Quest’anno in testa alla classifica si situa Mantova, seguita da Trento, Bolzano, Parma, Pordenone, Belluno, Macerata, Verbania, Treviso, Oristano, Cremona, Udine, Cosenza e Reggio Emilia. L’anno scorso la prima era Macerata. Poi venivano Verbania, Mantova, Trento, Bolzano, Parma, Belluno, Oristano, Cuneo, Savona, Pordenone, Gorizia, Ravenna e Lecco. Nella parte bassa poi scopriamo negli ultimi due anni anche Modena, Brescia, Como, Monza e Massa. I singoli parametri aiutano meglio a chiarire le specifiche performance ambientali. Reggio continua ad occupare la primissima posizione nella ciclabilità.
L’ultimo rapporto, come quello del 2016, le assegna poco più di 41 metri di piste ciclabili ogni mille abitanti. Si distingue, inoltre, per la bassa dispersione dell’acqua nella rete idrica: dal tredicesimo posto dell’anno scorso siamo saliti quest'anno all'ottavo. Aumenta, però, il consumo a 134,5 litri per abitante al giorno, cosicché scendiamo dal 20esimo al 29esimo gradino. La stessa 29esima posizione ci viene confermata per le isole pedonali, con 0,40 metri quadri per abitante.
Scendiamo solo di un posto, rimanendo al ventesimo, per quanto concerne la potenza di energie rinnovabili installata negli edifici pubblici, con 8,28 kilowatt ogni mille abitanti. Nonostante le ricorrenti lamentele dell’utenza sembra encomiabile anche il trasporto pubblico reggiano: confermiamo la sedicesima posizione per quanto riguarda l’offerta, con 27 chilometri per vettura per abitante, e saliamo dalla 18esima alla 17esima nella frequenza, con 73,2 viaggi per ogni abitante all’anno.
Nella raccolta differenziata è bastata una lievissima riduzione, dal 59,9 al 58,6%, per farci scendere dal 31esimo al 37esimo posto. Gli altri piazzamenti sono tutti, per Reggio, medio-bassi. La qualità dell’aria è ulteriormente peggiorata: 75esimo posto per le pm10, 73esimo per l'ozono. Siamo saliti al 71esimo con 65,20 auto ogni cento abitanti, ma scesi al 77esimo per le vittime di incidenti stradali. Il peggio in assoluto è la produzione di rifiuti: con 109 chili per abitante siamo 96esimi.
Il ventiquattresimo rapporto, a cui Il Sole 24 Ore ha dedicato ieri un ampio servizio, colloca sensatamente Reggio al 14esimo posto nella classifica generale dei 104 capoluoghi di provincia, ma l’anno scorso eravamo soltanto in una posizione decisamente mediocre, la 44esima. Nessun cittadino attento e consapevole può pensare che nel giro di un anno la situazione sia così decisamente cambiata. Se poi si osservano le sedici tabelle nelle quali lo studio riporta i dati analitici, ci si accorge che le variazioni, negli ultimi anni, sono state quasi insignificanti. Tant’è che ci siamo ritrovati quasi sempre nella parte alta della classifica generale, spesso nella top ten: al 19esimo posto nel 2015, al sesto nel 2013 e 2012, al quarto nel 2011, al 18esimo nel 2010. Le uniche eccezioni sono il 2016 e il 2104, due anni accomunati dalla 44esima posizione.
«Queste anomalie – spiega Massimo Becchi, presidente provinciale di Legambiente – sono dovute agli scarti minimi fra una provincia e l’altra. Le differenze sono così ridotte che una variazione molto modesta può determinare, da un anno all’altro, la salita o la discesa di molti gradini». È illuminante, a tale riguardo, il confronto fra il rapporto del 2017 e quello del 2016, che presenta molti salti repentini. Quest’anno in testa alla classifica si situa Mantova, seguita da Trento, Bolzano, Parma, Pordenone, Belluno, Macerata, Verbania, Treviso, Oristano, Cremona, Udine, Cosenza e Reggio Emilia. L’anno scorso la prima era Macerata. Poi venivano Verbania, Mantova, Trento, Bolzano, Parma, Belluno, Oristano, Cuneo, Savona, Pordenone, Gorizia, Ravenna e Lecco. Nella parte bassa poi scopriamo negli ultimi due anni anche Modena, Brescia, Como, Monza e Massa. I singoli parametri aiutano meglio a chiarire le specifiche performance ambientali. Reggio continua ad occupare la primissima posizione nella ciclabilità.
L’ultimo rapporto, come quello del 2016, le assegna poco più di 41 metri di piste ciclabili ogni mille abitanti. Si distingue, inoltre, per la bassa dispersione dell’acqua nella rete idrica: dal tredicesimo posto dell’anno scorso siamo saliti quest'anno all'ottavo. Aumenta, però, il consumo a 134,5 litri per abitante al giorno, cosicché scendiamo dal 20esimo al 29esimo gradino. La stessa 29esima posizione ci viene confermata per le isole pedonali, con 0,40 metri quadri per abitante.
Scendiamo solo di un posto, rimanendo al ventesimo, per quanto concerne la potenza di energie rinnovabili installata negli edifici pubblici, con 8,28 kilowatt ogni mille abitanti. Nonostante le ricorrenti lamentele dell’utenza sembra encomiabile anche il trasporto pubblico reggiano: confermiamo la sedicesima posizione per quanto riguarda l’offerta, con 27 chilometri per vettura per abitante, e saliamo dalla 18esima alla 17esima nella frequenza, con 73,2 viaggi per ogni abitante all’anno.
Nella raccolta differenziata è bastata una lievissima riduzione, dal 59,9 al 58,6%, per farci scendere dal 31esimo al 37esimo posto. Gli altri piazzamenti sono tutti, per Reggio, medio-bassi. La qualità dell’aria è ulteriormente peggiorata: 75esimo posto per le pm10, 73esimo per l'ozono. Siamo saliti al 71esimo con 65,20 auto ogni cento abitanti, ma scesi al 77esimo per le vittime di incidenti stradali. Il peggio in assoluto è la produzione di rifiuti: con 109 chili per abitante siamo 96esimi.
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