Cobo, muro contro muro tra lavoratori e azienda
Cadelbosco Sopra: ancora sciopero nella sede di via Tasso dell’azienda bresciana «È il primo contratto scaduto di tutto il gruppo, la multinazionale vuole stancarci»
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CADELBOSCO SOPRA. Tra la direzione della Cobo divisione MT , sindacati e lavoratori è ormai una guerra di nervi. Da un lato l’azienda di via Tasso che fa parte del gruppo Cobo con sede a Leno (Brescia) mostra indifferenza nei confronti degli scioperanti mentre dall’altra parte, pur facendo sacrifici e sapendo che la busta paga di ottobre sarà sicuramente più leggera degli altri mesi, i lavoratori continuano nella lotta per ottenere il rinnovo del contratto integrativo scaduto il 31 dicembre dello scorso anno.
«Il nostro è il primo contratto scaduto di tutto il gruppo. Per questo motivo la multinazionale tenta di stancarci, di farci mollare la presa ma i lavoratori sono tutti uniti e sono intenzionati ad andare avanti – hanno detto con tono perentorio Ciro D’Alessio della Fiom Cgil e Mauro Accorsi dei Cobas – Tra oggi e domani (ieri e oggi per chi legge ndr) esauriremo il pacchetto di 20 ore di sciopero. Ora ci diamo una breve tregua ma poi riprendiamo gli scioperi. Quello che dispiace è l’assenza di questa dirigenza che non ha neppure fiducia dei suoi collaboratori. E pensare che la trattativa, alcuni mesi fa, sembrava si potesse chiudere con la mediazione di Confindustria ma poi la proprietà bresciana ha risposto picche. In azienda hanno messo in conto eventuali perdite dovute agli scioperi e se ne fregano di tutto. Ma questa azienda non è un giocatolino da montare o smontare a piacimento a seconda delle situazioni. Qui ci sono persone con famiglie». Fiom e Cobas ritengono che se la vertenza in atto alla Cobo in via Tasso, non dovesse andare in porto, verrebbe presa ad esempio anche per tutti gli altri dipendenti delle aziende del gruppo: a Leno, il contratto integrativo scadrà a dicembre 2017.
«In pratica non ci vogliono riconoscere il premio di risultato – dicono ancora D’Alessio e Accorsi – Ai grandi capi piace andare sui giornali per i premi “Meccatronica”, piace sbandierare le centinaia di milioni di fatturato, gli investimenti, gli utili ma poi quando vengono qui a trattare gli adeguamenti salariali ci vengono a raccontare che la Cobo divisione Mt è in perdita. Noi chiediamo di vedere i bilanci ma non ci rispondono».
Un lavoratore che da diversi anni lavora alla Cobo di Cadelbosco Sopra dice che da quando è cambiata la gestione «le cose sono cambiate in peggio». «Vogliono cambiare le regole contrattuali, avere mani libere su tutto. Fare profitti senza riconoscere che parte dei loro guadagni li devono a noi lavoratori. Possono fare tutti gli investimenti che vogliono, acquistare tecnologie, aprire nuove linee ma senza di noi, lo stabilimento rimane vuoto». Oggi, come si diceva, nuovo sciopero articolato. Intanto l’azienda continua a restare in silenzio. (m.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Il nostro è il primo contratto scaduto di tutto il gruppo. Per questo motivo la multinazionale tenta di stancarci, di farci mollare la presa ma i lavoratori sono tutti uniti e sono intenzionati ad andare avanti – hanno detto con tono perentorio Ciro D’Alessio della Fiom Cgil e Mauro Accorsi dei Cobas – Tra oggi e domani (ieri e oggi per chi legge ndr) esauriremo il pacchetto di 20 ore di sciopero. Ora ci diamo una breve tregua ma poi riprendiamo gli scioperi. Quello che dispiace è l’assenza di questa dirigenza che non ha neppure fiducia dei suoi collaboratori. E pensare che la trattativa, alcuni mesi fa, sembrava si potesse chiudere con la mediazione di Confindustria ma poi la proprietà bresciana ha risposto picche. In azienda hanno messo in conto eventuali perdite dovute agli scioperi e se ne fregano di tutto. Ma questa azienda non è un giocatolino da montare o smontare a piacimento a seconda delle situazioni. Qui ci sono persone con famiglie». Fiom e Cobas ritengono che se la vertenza in atto alla Cobo in via Tasso, non dovesse andare in porto, verrebbe presa ad esempio anche per tutti gli altri dipendenti delle aziende del gruppo: a Leno, il contratto integrativo scadrà a dicembre 2017.
«In pratica non ci vogliono riconoscere il premio di risultato – dicono ancora D’Alessio e Accorsi – Ai grandi capi piace andare sui giornali per i premi “Meccatronica”, piace sbandierare le centinaia di milioni di fatturato, gli investimenti, gli utili ma poi quando vengono qui a trattare gli adeguamenti salariali ci vengono a raccontare che la Cobo divisione Mt è in perdita. Noi chiediamo di vedere i bilanci ma non ci rispondono».
Un lavoratore che da diversi anni lavora alla Cobo di Cadelbosco Sopra dice che da quando è cambiata la gestione «le cose sono cambiate in peggio». «Vogliono cambiare le regole contrattuali, avere mani libere su tutto. Fare profitti senza riconoscere che parte dei loro guadagni li devono a noi lavoratori. Possono fare tutti gli investimenti che vogliono, acquistare tecnologie, aprire nuove linee ma senza di noi, lo stabilimento rimane vuoto». Oggi, come si diceva, nuovo sciopero articolato. Intanto l’azienda continua a restare in silenzio. (m.p.)
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