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il blitz della polizia 

Fermata una coppia alla Mediopadana con 11 chili di droga

Fermata una coppia alla Mediopadana con 11 chili di droga

REGGIO EMILIA. I trafficanti di droga scelgono sempre più spesso l’Alta Velocità per non dare nell’occhio. Mentre piazzale Marconi resta la zona dello spaccio al dettaglio, la Mediopadana si conferma...

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REGGIO EMILIA. I trafficanti di droga scelgono sempre più spesso l’Alta Velocità per non dare nell’occhio. Mentre piazzale Marconi resta la zona dello spaccio al dettaglio, la Mediopadana si conferma ancora una delle vie preferita per i grossi spostamenti di stupefacente.

Sabato sera infatti la squadra mobile ha preso un nigeriano che viaggiava con 11,2 chilogrammi di marijuana e la sua compagna che lo aspettava in macchina: Martins Igiehon, di 31 anni e con un precedente specifico, e la 29enne Cynthia Guobadia, incensurata. Ieri mattina, davanti al giudice Luca Ramponi, si è poi svolta la direttissima per la coppia di nigeriani difesi dall’avvocato Luigi Scarcella che ha sostituito il collega Alessandro Conti. Qui Igiehon ha ammesso di aver effettuato il trasporto, affermando di averlo fatto perché era disoccupato e aveva bisogno di soldi. Così sabato mattina ha preso l’alta velocità per Roma, ha recuperato il borsone con la marijuana e è ripartito per Reggio. Una volta sceso, ha proseguito a raccontare, ha scritto un messaggio alla moglie chiedendole di venirlo a prendere, senza nulla dirle della droga. Poi, salito in auto, è stato immediatamente fermato dai poliziotti. In casa dei due i poliziotti hanno poi trovato altri 80 grammi di marijuana, cellulari, un bilancino, carte di credito non intestate alla coppia e diversi documenti falsi fra cui tre passaporti con la foto del 31enne.

Sempre in aula la Guobadia ha confermato di non sapere nulla del trasporto di droga e ha giustificato i 2mila euro che le sono stati trovati in tasca come un prestito ricevuto da una sua amica da inviare in Nigeria alla madre malata. Altri 2mila euro, trovati invece in casa fra i suoi effetti personali, ha detto che sono la somma del bonus mamma e di alcuni assegni familiari. Alla fine il giudice ha accolto le richieste del pm e ha stabilito per lui i domiciliari e per lei l’obbligo di firma in attesa del processo il 9 novembre.

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