Reggio Emilia, il Comune bacchetta la Dimora per i disordini in via Veneri
di Roberto Fontanili
Dopo la rissa dell’11 ottobre, il caso è arrivato ieri in consiglio comunale con due interpellanze Foracchia: «Non possiamo intervenire direttamente». Ma la risposta non convince il comitato
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REGGIO EMILIA . Il Comune di Reggio bacchetta la Dimora d’Abramo e chiede un maggior controllo sul centro d’accoglienza della cooperativa in via Veneri (dove risiedono stabilmente otto persone), in particolare nelle ore serali e notturne e nei giorni festivi. Ma la risposta dell’assessore Serena Foracchia alle due interpellanze – una di Federica Franceschini (Pd), residente in via Veneri, la seconda di Roberta Rigon (Gruppo Misto) – non ha soddisfatto il presidente del Comitato Ascoltare Santa Croce, Stefano Buffagni, che dopo aver assistito al dibattito in sala Tricolore si è limitato a sottolineare: «La dichiarazione dell’assessore non è attinente alla realtà».
La questione della convivenza tra i residenti in via Veneri e la struttura gestita dalla Dimora d’Abramo è stata sollevata ieri in sala Tricolore con due interpellanza, poi riunite in una sola. E non è stato casuale che, nella sua replica, la consigliera Pd, pur dicendosi soddisfatta della risposta di Foracchia, abbia sollecitato il Comune a chiedere alla Dimora «di indicare un referente a cui i residenti possano rivolgersi giorno e notte e in tutti i giorni della settimana, in quanto non è sempre agevole individuare un responsabile e adoperarsi perché le persone ospitate nella struttura siano messe in condizione di conoscere e rispettare le regole di convivenza comuni». Allo stesso modo, è stato segnalato che «di notte nella struttura c’è un notevole via vai di persone». Precisazioni che danno la misura di come i disordini avvenuti l’11 ottobre scorso, che hanno richiesto l’intervento della Polizia (è proprio a quell’episodio che facevano riferimento le due interpellanze) sono la spia di una situazione allarmante. Come scritto anche nell’interpellanza della consigliera Pd, una condizione che determina «allarme e preoccupazione tra i residenti». Nella sua replica, l’assessore Foracchia ha sottolineato che il Comune «non ha strumenti per intervenire direttamente» e che «sulla vicenda ha richiesto una risposta diretta alla Cooperativa». Risposta che poi l’assessore ha letto in sala Tricolore, ma il cui testo non è stato consegnato alla stampa. La Foracchia, dopo aver rimarcato che non compete al Comune indicare alla Dimora di destinare parte delle sue risorse alla sicurezza, ha però sottolineato la necessità di un’attenzione maggiore da parte della cooperativa, invitata a mettere in atto azioni che anticipino e prevengano una conflittualità con i residenti, e ad attivare di processi che favoriscano la comprensione delle regole di convivenza. Allo stesso modo è stata sollecitato a prestare maggiore attenzione nei periodi festivi, quando la cooperativa non effettua quei controlli quotidiani che ha invece dichiarato di svolgere nei giorni feriali.
La questione della convivenza tra i residenti in via Veneri e la struttura gestita dalla Dimora d’Abramo è stata sollevata ieri in sala Tricolore con due interpellanza, poi riunite in una sola. E non è stato casuale che, nella sua replica, la consigliera Pd, pur dicendosi soddisfatta della risposta di Foracchia, abbia sollecitato il Comune a chiedere alla Dimora «di indicare un referente a cui i residenti possano rivolgersi giorno e notte e in tutti i giorni della settimana, in quanto non è sempre agevole individuare un responsabile e adoperarsi perché le persone ospitate nella struttura siano messe in condizione di conoscere e rispettare le regole di convivenza comuni». Allo stesso modo, è stato segnalato che «di notte nella struttura c’è un notevole via vai di persone». Precisazioni che danno la misura di come i disordini avvenuti l’11 ottobre scorso, che hanno richiesto l’intervento della Polizia (è proprio a quell’episodio che facevano riferimento le due interpellanze) sono la spia di una situazione allarmante. Come scritto anche nell’interpellanza della consigliera Pd, una condizione che determina «allarme e preoccupazione tra i residenti». Nella sua replica, l’assessore Foracchia ha sottolineato che il Comune «non ha strumenti per intervenire direttamente» e che «sulla vicenda ha richiesto una risposta diretta alla Cooperativa». Risposta che poi l’assessore ha letto in sala Tricolore, ma il cui testo non è stato consegnato alla stampa. La Foracchia, dopo aver rimarcato che non compete al Comune indicare alla Dimora di destinare parte delle sue risorse alla sicurezza, ha però sottolineato la necessità di un’attenzione maggiore da parte della cooperativa, invitata a mettere in atto azioni che anticipino e prevengano una conflittualità con i residenti, e ad attivare di processi che favoriscano la comprensione delle regole di convivenza. Allo stesso modo è stata sollecitato a prestare maggiore attenzione nei periodi festivi, quando la cooperativa non effettua quei controlli quotidiani che ha invece dichiarato di svolgere nei giorni feriali.
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