Minoranza all’attacco sui costi della politica
«A Campegine indennità aumentate del 50%». La replica: «Solo per l’aumento degli abitanti»
2 MINUTI DI LETTURA
CAMPEGINE . «La rinascita delle indennità di carica: questa giunta con un assessore in più costerà 72mila euro all’anno, rispetto ai 45mila del quinquennio precedente. Un incremento di oltre il 50%». La minoranza Insieme per Campegine, guidata da Daniele Menozzi, va all’attacco sull’aumento dei costi degli attuali amministratori. Con la maggioranza che, a stretto giro di posta, replica: «Non è vero, il rincaro è dettato dal superamento della soglia dei 5mila abitanti».
«Dopo una stima di bilancio già in aumento, ora sappiamo che i costi lievitano - scrive l’opposizione -. Per effetto di una scelta legittima, ma appunto una scelta: applicare il massimo dell’emolumento per i membri della giunta. Nelle due legislature precedenti, pur avendo il Comune passato la soglia dei 5mila abitanti, si era deciso di non gravare sulle tasse comunali, lasciando invariati gli “stipendi” degli assessori e del sindaco. Ora, invece, si è passati alla soglia massima. Per effetto poi della qualifica professionale (tutti liberi professionisti o senza reddito, quindi beneficiari di indennità piena), l’aggravio per le casse pubbliche è secco. Campegine non è cresciuta, ma i costi dei suoi assessori sono quelli di Comuni grandi il doppio». Insieme per Campegine conclude: «Questi 27mila si dovranno prendere da qualche parte, nel bilancio corrente. Sottratti ai servizi, forse».
«Io personalmente prendo meno del mio predecessore Paolo Cervi: a lui andava un’indennità di 2.250 euro lordi, a me 2.070 euro», replica il sindaco Germano Artioli, secondo il quale l’aumento di costi, effettivo, è dovuto al superamento della soglia dei 5mila abitanti. «Gli assessori sono passati da 3 a 4, i consiglieri da 7 a 12. Le indennità sono fissate per legge: se fai l’assessore come lavoratore dipendente l’indennità è dimezzata, mentre se sei un libero professionista l’indennità è piena. Faccio un esempio: prendiamo un assessore a Sant’Ilario come Menozzi. Finché era dipendente (fino al 28 febbraio 2017) percepiva 646 euro mensili lordi, da quando non è più dipendente, 1.292 euro». Chiarito il meccanismo automatico, Artioli sostiene che «nessuno dei miei assessori riceverà l’indennità piena: di fatto è già ridotta. Le indennità teoriche piene sarebbero le seguenti: per il sindaco 2.509 euro, per il vicesindaco 1.254, per gli assessori 1.129 euro. Io ho scelto di percepire 2.070 euro lordi, il vicesindaco 1.035 euro, gli assessori 930 euro». (am.p.)
«Dopo una stima di bilancio già in aumento, ora sappiamo che i costi lievitano - scrive l’opposizione -. Per effetto di una scelta legittima, ma appunto una scelta: applicare il massimo dell’emolumento per i membri della giunta. Nelle due legislature precedenti, pur avendo il Comune passato la soglia dei 5mila abitanti, si era deciso di non gravare sulle tasse comunali, lasciando invariati gli “stipendi” degli assessori e del sindaco. Ora, invece, si è passati alla soglia massima. Per effetto poi della qualifica professionale (tutti liberi professionisti o senza reddito, quindi beneficiari di indennità piena), l’aggravio per le casse pubbliche è secco. Campegine non è cresciuta, ma i costi dei suoi assessori sono quelli di Comuni grandi il doppio». Insieme per Campegine conclude: «Questi 27mila si dovranno prendere da qualche parte, nel bilancio corrente. Sottratti ai servizi, forse».
«Io personalmente prendo meno del mio predecessore Paolo Cervi: a lui andava un’indennità di 2.250 euro lordi, a me 2.070 euro», replica il sindaco Germano Artioli, secondo il quale l’aumento di costi, effettivo, è dovuto al superamento della soglia dei 5mila abitanti. «Gli assessori sono passati da 3 a 4, i consiglieri da 7 a 12. Le indennità sono fissate per legge: se fai l’assessore come lavoratore dipendente l’indennità è dimezzata, mentre se sei un libero professionista l’indennità è piena. Faccio un esempio: prendiamo un assessore a Sant’Ilario come Menozzi. Finché era dipendente (fino al 28 febbraio 2017) percepiva 646 euro mensili lordi, da quando non è più dipendente, 1.292 euro». Chiarito il meccanismo automatico, Artioli sostiene che «nessuno dei miei assessori riceverà l’indennità piena: di fatto è già ridotta. Le indennità teoriche piene sarebbero le seguenti: per il sindaco 2.509 euro, per il vicesindaco 1.254, per gli assessori 1.129 euro. Io ho scelto di percepire 2.070 euro lordi, il vicesindaco 1.035 euro, gli assessori 930 euro». (am.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
