Sciopero alla Rexton «Operaia licenziata Era qui da 30 anni»
di Mauro Pinotti
Correggio, ennesimo braccio di ferro tra sindacati e azienda Rsu e Filctem Cgil: «Atteggiamento miope e arrogante»
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CORREGGIO. Oggi i lavoratori della Rexnord Flattop Europe, multinazionale americana leader mondiale nel campo delle catene e nastri trasportatori per l’industria alimentare incroceranno le braccia. Uno sciopero di otto ore, con presidio dalle 11.30 alle 13, davanti alla sede di via Nazionale per Carpi, a Correggio, proclamato dalle rappresentanze sindacali unitarie e dalla Filctem Cgil per il licenziamento di una operaia.
«Ci asteniamo dal lavoro a causa della decisione dell’azienda di licenziare una lavoratrice con 30 anni di anzianità – spiegano –. Si tratta dell’ennesimo licenziamento individuale in poco tempo comminato da una direzione aziendale che continua ad adottare una politica in discontinuità col passato, negando nei fatti confronto, contrattazione collettiva di secondo livello e condivisione delle problematiche con chi rappresenta i lavoratori».
Questi i motivi che hanno spinto i lavoratori della Rexnord a decidere di scioperare e a prendere l’ennesima iniziativa per contrastare «un’azienda che si ritiene libera di poter “condannare” una lavoratrice a perdere il posto di lavoro dall’oggi al domani in assenza di un motivo valido – sottolineano le Rsu e la Filctem Cgil –. Questi comportamenti delineano un’azienda miope che non rispetta la dignità del lavoro e dei lavoratori che per anni hanno contribuito, e contribuiscono tutt’ora, a farla crescere producendo, anno dopo anno, profitti importanti».
Rsu e sindacati aggiungono: «Continuiamo e continueremo, uniti alla Filctem Cgil di Reggio Emilia, a contrastare questi comportamenti arroganti e queste decisioni. Chiediamo l’immediato ritiro del licenziamento ed il ripristino di relazioni sindacali tese a salvaguardare non solo budget e profitti aziendali, ma anche dignità del lavoro e dei lavoratori».
Già nel febbraio dell’anno scorso i lavoratori Rexnord avevano incrociato le braccia proclamando lo stato di agitazione. La mobilitazione era stata motivata dal premio di risultato disdetto e azioni disciplinari attuate dall’azienda nei confronti anche dei delegati sindacali.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Ci asteniamo dal lavoro a causa della decisione dell’azienda di licenziare una lavoratrice con 30 anni di anzianità – spiegano –. Si tratta dell’ennesimo licenziamento individuale in poco tempo comminato da una direzione aziendale che continua ad adottare una politica in discontinuità col passato, negando nei fatti confronto, contrattazione collettiva di secondo livello e condivisione delle problematiche con chi rappresenta i lavoratori».
Questi i motivi che hanno spinto i lavoratori della Rexnord a decidere di scioperare e a prendere l’ennesima iniziativa per contrastare «un’azienda che si ritiene libera di poter “condannare” una lavoratrice a perdere il posto di lavoro dall’oggi al domani in assenza di un motivo valido – sottolineano le Rsu e la Filctem Cgil –. Questi comportamenti delineano un’azienda miope che non rispetta la dignità del lavoro e dei lavoratori che per anni hanno contribuito, e contribuiscono tutt’ora, a farla crescere producendo, anno dopo anno, profitti importanti».
Rsu e sindacati aggiungono: «Continuiamo e continueremo, uniti alla Filctem Cgil di Reggio Emilia, a contrastare questi comportamenti arroganti e queste decisioni. Chiediamo l’immediato ritiro del licenziamento ed il ripristino di relazioni sindacali tese a salvaguardare non solo budget e profitti aziendali, ma anche dignità del lavoro e dei lavoratori».
Già nel febbraio dell’anno scorso i lavoratori Rexnord avevano incrociato le braccia proclamando lo stato di agitazione. La mobilitazione era stata motivata dal premio di risultato disdetto e azioni disciplinari attuate dall’azienda nei confronti anche dei delegati sindacali.
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