Cadelbosco
Cobo, la protesta continua ancora 40 ore di sciopero
CADELBOSCO SOPRA. Dopo le prime 20 ore di sciopero indette nelle scorse settimane, i lavoratori della Cobo divisione MT di Cadelbosco, azienda leader nella progettazione e sviluppo di sistemi...
2 MINUTI DI LETTURA
CADELBOSCO SOPRA. Dopo le prime 20 ore di sciopero indette nelle scorse settimane, i lavoratori della Cobo divisione MT di Cadelbosco, azienda leader nella progettazione e sviluppo di sistemi integrati per autoveicoli, hanno votato un ulteriore pacchetto di 40 ore di sciopero nella sede di via Tasso da scandire a seconda dell’andamento della vertenza aperta sul rinnovo del contratto integrativo.
«Finora la partecipazione è stata molto alta – spiegano in un comunicato congiunto Fiom Cgil Reggio Emilia e Cobas –. Ma l’azienda, anche a fronte degli scioperi fatti, non ha dato nessun segnale di distensione che potesse permettere la riapertura del tavolo di trattativa».
«I lavoratori sono consapevoli del sacrificio che comporta scioperare – sottolineano ancora i sindacati –, ma sono convinti che sia l’unica strada percorribile».
Per questo con i sindacati, durante le assemblee svolte davanti ai cancelli e in sciopero, si è deciso di continuare nella mobilitazione per il rinnovo dell’integrativo scaduto il 31 dicembre 2016. Una protesta che non solo va avanti ma potrebbe assumere toni ancora più duri: non si può infatti escludere, fanno sapere sempre Fiom Cgil e Cobas, nessuna azione utile alla riapertura del tavolo di trattativa con l’azienda.
La Cobo, il cui stabilimento in via Tasso a Cadelbosco Sopra occupa circa 250 dipendenti, è un azienda che negli ultimi anni ha visto aumentare il proprio fatturato.
«Proprio alla luce di questo dato – concludono i sindacati Fiom Cgil e Cobas – continuiamo a ritenere inaccettabile l’atteggiamento della dirigenza che ha finora deciso di tenere una posizione di chiusura totale a fronte delle legittime richieste dei lavoratori». (m.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Finora la partecipazione è stata molto alta – spiegano in un comunicato congiunto Fiom Cgil Reggio Emilia e Cobas –. Ma l’azienda, anche a fronte degli scioperi fatti, non ha dato nessun segnale di distensione che potesse permettere la riapertura del tavolo di trattativa».
«I lavoratori sono consapevoli del sacrificio che comporta scioperare – sottolineano ancora i sindacati –, ma sono convinti che sia l’unica strada percorribile».
Per questo con i sindacati, durante le assemblee svolte davanti ai cancelli e in sciopero, si è deciso di continuare nella mobilitazione per il rinnovo dell’integrativo scaduto il 31 dicembre 2016. Una protesta che non solo va avanti ma potrebbe assumere toni ancora più duri: non si può infatti escludere, fanno sapere sempre Fiom Cgil e Cobas, nessuna azione utile alla riapertura del tavolo di trattativa con l’azienda.
La Cobo, il cui stabilimento in via Tasso a Cadelbosco Sopra occupa circa 250 dipendenti, è un azienda che negli ultimi anni ha visto aumentare il proprio fatturato.
«Proprio alla luce di questo dato – concludono i sindacati Fiom Cgil e Cobas – continuiamo a ritenere inaccettabile l’atteggiamento della dirigenza che ha finora deciso di tenere una posizione di chiusura totale a fronte delle legittime richieste dei lavoratori». (m.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
