Nuova asta per le Poste La base cala a 627mila euro
di Ambra Prati
Montecchio, quarto incanto e nuovo ribasso per l’immobile in via XX settembre Le offerte dovranno essere presentate al notaio di Parma entro il 30 novembre
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MONTECCHIO. L’edificio è situato in pieno centro a Montecchio e, a forza di ribassi, potrebbe diventare un buon affare. L’immobile delle Poste di via XX Settembre va all’asta per la quarta volta in un anno al prezzo base di 627mila euro.
Lo stabile, che si trova alla rotonda del paese di fronte a “Re di Pane”, è l’ultimo bene derivante dal default di Mazzoni Salotti Srl, nota azienda di Sala Baganza (Parma), nata nel 1953, che negli anni era arrivata a gestire molto immobili: negozi, capannoni, villette e lotti edificabili.
Tra i 40 immobili di proprietà della Mazzoni, per dare un’idea dell’impero che aveva costruito l’industria del salotto, nel 2011 figurava perfino la villa abitata dal poeta Shelley a San Terenzo di Lerici.
Lo storico marchio parmigiano, nel quale lavoravano fino a 30 persone, fu travolto dalla crisi nel 2013: i cancelli vennero chiusi e i dipendenti licenziati, nonostante la mobilitazione sindacale e le proteste dei lavoratori. La Mazzoni Salotti presentò richiesta di concordato preventivo nell’ottobre 2013 e nel 28 febbraio 2014, con l’omologa del concordato, venne avviato l’iter di liquidazione.
«Lo stabile di via XX Settembre è l’ultimo bene rimasto da alienare, tra l’altro di proprietà privata dell’allora titolare», precisa Massimiliano Vignetti, il commercialista di Parma nominato commissario giudiziale e commissario liquidatore.
Lo stabile delle Poste, costruito nel 1967 e oggetto di un completa ristrutturazione edilizia tra il 2005 e il 2008, ha una metratura imponente ed è composto da un piano terra e un primo piano, con ampio cortile, divisi in due: da una parte l’Ufficio Postale in affitto e dall’altra un’attività di estetista ora vuota.
La vendita del lotto unico, però, si è rivelata travagliata. Partendo da una stima di 861mila euro, è stato indetto un primo bando nel gennaio 2017, andato deserto. Una seconda asta pubblica ad aprile 2017 per 774.900 euro, deserta anche questa. Stesso copione per la terza asta a settembre 2017 (697.410). Ora il commissario liquidatore ci riprova per la quarta volta, al prezzo ( a suon di ribassi del 10%) di 627.669 euro.
L’acquirente potrà trasformare l’edificio a suo piacimento: avrà l’unico vincolo di dover rispettare i contratti in essere vigenti, vale a dire quello con Poste Italiane. Questi ultimi potrebbero essere interessati all’acquisto?
«Noi li abbiamo avvisati, ma senza avere riscontri – conclude il commissario Vignetti –. Sapevo che la struttura ha un valore di mercato inferiore alla stima, ma il mio compito è ottenere un’asta pubblica competitiva».
L’udienza per l’apertura delle buste di offerta avrà luogo dinanzi al notaio delegato Carlo Maria Canali il 30 novembre 2017 ore 13 nei locali dell’Ufficio Notarile Associato in piazzale Boito 1/1 a Parma (tel. 0521-99.26.02, infoesecuzioni@unaparma.it). Le spese relative alla vendita e al trasferimento di proprietà saranno a totale carico della parte aggiudicataria. Per altre informazioni visionare il sito dell’Istituto Vendite Giudiziarie di Parma (www.ivgparma.it).
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Lo stabile, che si trova alla rotonda del paese di fronte a “Re di Pane”, è l’ultimo bene derivante dal default di Mazzoni Salotti Srl, nota azienda di Sala Baganza (Parma), nata nel 1953, che negli anni era arrivata a gestire molto immobili: negozi, capannoni, villette e lotti edificabili.
Tra i 40 immobili di proprietà della Mazzoni, per dare un’idea dell’impero che aveva costruito l’industria del salotto, nel 2011 figurava perfino la villa abitata dal poeta Shelley a San Terenzo di Lerici.
Lo storico marchio parmigiano, nel quale lavoravano fino a 30 persone, fu travolto dalla crisi nel 2013: i cancelli vennero chiusi e i dipendenti licenziati, nonostante la mobilitazione sindacale e le proteste dei lavoratori. La Mazzoni Salotti presentò richiesta di concordato preventivo nell’ottobre 2013 e nel 28 febbraio 2014, con l’omologa del concordato, venne avviato l’iter di liquidazione.
«Lo stabile di via XX Settembre è l’ultimo bene rimasto da alienare, tra l’altro di proprietà privata dell’allora titolare», precisa Massimiliano Vignetti, il commercialista di Parma nominato commissario giudiziale e commissario liquidatore.
Lo stabile delle Poste, costruito nel 1967 e oggetto di un completa ristrutturazione edilizia tra il 2005 e il 2008, ha una metratura imponente ed è composto da un piano terra e un primo piano, con ampio cortile, divisi in due: da una parte l’Ufficio Postale in affitto e dall’altra un’attività di estetista ora vuota.
La vendita del lotto unico, però, si è rivelata travagliata. Partendo da una stima di 861mila euro, è stato indetto un primo bando nel gennaio 2017, andato deserto. Una seconda asta pubblica ad aprile 2017 per 774.900 euro, deserta anche questa. Stesso copione per la terza asta a settembre 2017 (697.410). Ora il commissario liquidatore ci riprova per la quarta volta, al prezzo ( a suon di ribassi del 10%) di 627.669 euro.
L’acquirente potrà trasformare l’edificio a suo piacimento: avrà l’unico vincolo di dover rispettare i contratti in essere vigenti, vale a dire quello con Poste Italiane. Questi ultimi potrebbero essere interessati all’acquisto?
«Noi li abbiamo avvisati, ma senza avere riscontri – conclude il commissario Vignetti –. Sapevo che la struttura ha un valore di mercato inferiore alla stima, ma il mio compito è ottenere un’asta pubblica competitiva».
L’udienza per l’apertura delle buste di offerta avrà luogo dinanzi al notaio delegato Carlo Maria Canali il 30 novembre 2017 ore 13 nei locali dell’Ufficio Notarile Associato in piazzale Boito 1/1 a Parma (tel. 0521-99.26.02, infoesecuzioni@unaparma.it). Le spese relative alla vendita e al trasferimento di proprietà saranno a totale carico della parte aggiudicataria. Per altre informazioni visionare il sito dell’Istituto Vendite Giudiziarie di Parma (www.ivgparma.it).
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